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Intervista a Fabio Pedroni Ratti, AD di CRC -Arredamenti Commerciali
Flessibilità: la parola d'ordine del successo

Più di dodici lustri di storia, grande esperienza nella lavorazione dei più svariati materiali, capacità di adattamento e di aprirsi all'export cogliendo le opportunità: questo ed altro è la CRC, nell'appassionanate racconto del suo Amministratore Delegato Fabio Pedroni Ratti

di Eleonora Simonetta - Milano, 13 maggio 2013

Come è nata e come si è sviluppata la sua azienda?

CRC è stata fondata nel 1949 da Lucio Ratti, e ha quindi alle spalle oltre 60 anni di esperienza nel settore degli arredi commerciali; in particolare abbiamo maturato un consolidato know-how nella lavorazione di metallo, legno, laminati e vetro. In più negli ultimi 15-20 anni abbiamo sviluppato il prodotto per adattarci alle nuove esigenze del mercato; in particolare abbiamo lanciato linee di prodotto differenziate, dalla Contemporary, alla Shelving, fino alla rivoluzione di R|evolution, per soddisfare una clientela sempre più esigente. Spaziamo dal food allo sportswear, dal retail specializzato fino al winebar. Desidero sottolineare come l'arredo commerciale non sia come un arredo per la casa, ma più complicato. La componente del design della forma è meno spiccata, anche se presente; ciò che interessa maggiormente ai clienti è una maggior funzionalità del prodotto. E noi negli ultimi 20 anni ci siamo adeguati. Il punto di forza di CRC è la flessibilità della produzione in base alle richieste di ogni cliente.

Negli ultimi anni, più difficili a causa della crisi, su cosa avete puntato? Come sta andando l'azienda?

Come quasi tutti, noi non siamo passati indenni dalla crisi, ma la nostra forza è stata la capacità di adattamento. La produzione in serie infatti è stata messa da parte, per passare alla creazione di prodotti basati sulle idee specifiche dei clienti. Oggi infatti la realizzazione dei prodotti inizia con un processo strutturale base di articoli creati in serie, dal quale successivamente si procede con la personalizzazione a seconda delle richieste del consumatore.

Quanto peso ha l'estero per la vostra azienda? Su quali paesi state investendo o quali desiderate approcciare?

L'estero oggi è l'unica cosa che funziona. La percentuale di export di CRC del 2012 ha viaggiato intorno al 70%. Abbiamo avviato nuovi progetti concentrandoci in particolare su Nord-Africa, Qatar, Russia e Inghilterra. Il nostro punto di forza sono le catene di negozi customizzati, modificati e adattati secondo le esigenze del cliente di ogni paese.

CRC durante l'anno investe anche sulla partecipazione in alcune fiere?

Ultimamente abbiamo osservato che dalla grandi fiere non ricaviamo grandi benefici, ci stiamo invece concentrando più su piccole fiere locali in Francia, Spagna, Svizzera e Nord-Africa, da cui abbiamo feedback positivi.

Quali sono i progetti per il futuro?

Il progetto fondamentale è la creazione di una rete commerciale stretta, capace di portare e di riflettere il valore di CRC e dell'italianità. Inoltre stiamo avviando collaborazioni con alcuni produttori delocalizzati con filiali all'estero, il tutto con lo scopo di ottimizzare le strutture di serie per poi adattare localmente il prodotto su misura, sempre partendo richiesta del cliente.

13 marzo 2013 - Tavola rotonda a Milano sulla tutela del diritto d'autore
FederlegnoArredo protagonista nella lotta alla contraffazione

Lo scorso 13 marzo a Milano la federazione ha partecipato ad una tavola rotonda di Elle Decor Italia sulla tutela del diritto d'autore.

di Cristiano Fieramonti - Milano, 15 marzo 2013

Lo scorso 13 marzo presso il suggestivo Palazzo Morando di Milano, FederlegnoArredo ha preso parte ad una importante tavola rotonda dedicata alla tutela del diritto d'autore e alla difesa della creatività dell'originale nel design.
L'iniziativa, organizzata dalla rivista Elle Decor Italia, rientra nel progetto BE ORIGINAL con il quale il magazine da qualche mese sta portando avanti un'importante ‘battaglia' a difesa dei prodotti originali del design italiano.
L'incontro è stato moderato dal direttore di Elle Decor Italia, Livia Peraldo Matton, e dall'Amministratore Delegato di Hearst Italia, Giacomo Moletto, e ha visto la partecipazione tra gli altri dell'avvocato Daniela Mainini, presidente del Consiglio Nazionale Anticontraffazione – CNAC, organo del ministero dello Sviluppo Economico preposto alla valorizzazione e alla tutela della Proprietà Industriale.
Molti i temi e gli spunti emersi in occasione della tavola rotonda, caratterizzata dalla presenza anche degli studi legali di alcune aziende del design.
Le proposte avanzate dai presenti verranno inserite da Elle Decor in un manifesto che sarà pubblicato sul numero di giugno dalla rivista.
Secondo i dati del Censis, il mercato del falso in Italia vale circa 6,9 miliardi di euro, generando una mancata produzione di circa 13,7 miliardi per un mancato gettito fiscale di almeno 1,7 miliardi di euro. Un problema che grava pesantemente anche sulle spalle del mondo del design e dell'arredamento italiano, già in difficoltà per lo stallo dei consumi.
FederlegnoArredo da tempo ha fatto suo questo problema attivando al suo interno un ufficio dedicato alla tutela della proprietà industriale e realizzando una serie di iniziative, alcune delle quali previste in occasione dei Saloni di Milano (9-14 aprile 2013), volte ad affermare il valore dell'originale e a sostenere le proprie imprese nella lotta contro la contraffazione (clicca qui per conoscere le attività di FederlegnoArredo sul tema).
29 gennaio 2013 - Presentazione del nuovo libro di KARTELL
“KARTELL: IL MICHELANGELO DEL TERZO MILLENNIO”

In uno stracolmo Museo Kartell, martedì 29 gennaio è andata in scena la presentazione del libro,edito da Taschen, che ne racconta i primi sessant'anni di storia. Moderati da Philippe Daverio, sono intervenuti Claudio Luti, Presidente ed AD di Kartell, Marlene Taschen, figlia dell'editore, Marie-Laure Jousset, direttrice del Dipartimento Design del Centre Pompidou di Parigi e Gillo Dorfles.

di Eleonora Simonetta - Milano, 30 gennaio 2013

È uno spumeggiante Philippe Daverio a moderare la presentazione del libro Kartell, the culture of plastics (edito dalla Taschen) svoltosi martedì 29 gennaio presso il Museo Kartell di Noviglio, letteralmente gremito di giornalisti, architetti, designers imprenditori ed ospiti vip. La cornice lascia decisamente sbalorditi: il museo Kartell è un incrocio di scale, luci, colori e, soprattutto, la storia di sessant'anni di prodotti.

«Guardando i vostri prodotti» esordisce infatti Daverio, «penso che la Kartell sia la risposta moderna a Michelangelo: per lui la forma si realizza col levare la materia, voi invece la risolvete col metterne, col crearne una nuova». Invitato poi ad intervenire, Claudio Luti sottolinea la grande importanza di questo volume, che racconta la storia della Kartell ricordando la presenza di un unico filo rosso che lega i due periodi della vita dell'azienda. Infatti «la fondazione risale al 1949, per opera di Giulio Castelli, mentre nel 1988 sono subentrato io come proprietario e direttore della Kartell». Pensando al suo lavoro di questi anni conclude «devo dire che ormai purtroppo sono invecchiato, ma ammetto di essermi divertito. Molto».

Really impressive –come l'ha definita Philippe Daverio, anche Marlene Taschen, figlia dell'editore del volume, Benedikt Taschen. «Due» afferma «sono i motivi che ci hanno spinto a volere questa collaborazione: da un lato i valori di Claudio Luti, che sono gli stessi perseguiti da mio padre, legati ad un business fatto d'istinto e di creatività. Dall'altro la realizzazione di un prodotto che racconta di una story behind great images, and a chronicle of constant innovation with perfect details». Interviene nel dibattito anche Marie-Laure Jousset, direttrice del Dipartimento Design del Centre Pompidou di Parigi, nonché «amica di lunga data di Kartell», che sottolinea due punti capitali del successo dell'azienda: innanzitutto l'importanza di Milano come la capitale internazionale del design, soprattutto grazie al Salone del Mobile, e secondariamente il fatto che la Kartell sia stata e rimanga tuttora un'azienda a tradizione familiare. «Il principio della continuità familiare è fondamentale, ha fatto la fortuna dell'Italia». Per Gillo Dorfles il punto fondamentale del successo di Kartell, risiede nel fatto che «con una straordinaria malleabilità del design, ha fatto sì che la materia plastica diventasse una materia nobile».

L'ultima battuta è di diritto del trascinante Philippe Daverio: «Grazie davvero, a te e a tutti gli imprenditori coraggiosi, perché è grazie a voi che oggi riusciamo ancora a sopravvivere».

10 gennaio 2013 - Giovanni Anzani relatore al quinto incontro di ADI Impresa docet
"Riscoprite la capacità del saper fare": Giovanni Anzani ai giovani Designers

Ieri, giovedì 10 gennaio, presso il Campus Bovisa del Politecnico di Milano, Giovanni Anzani, AD di Poliform, Vice-Presidente di FederlegnoArredo e Presidente di Assarredo, è stato il relatore del quinto incontro di ADI Impresa Docet, promossa da ADI - Associazione per il Disegno Industriale, in collaborazione con POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano.
Questo progetto è nato nel 2010 come occasione di dialogo tra gli studenti, le imprese e i professionisti del design italiano.

di Eleonora Simonetta - Milano, 11 gennaio 2012

La sala è piena: tanti, quasi tutti, giovani. E ha il loro entusiasmo Giovanni Anzani quando racconta della sua Poliform, impresa artigiana nata nel lontano 1942, e passata ad una concezione più prettamente industriale nel 1970. La filosofia vincente di Poliform è il far bene le cose. Ed è questa capacità del ‘saper fare' la sfida che Anzani rilancia ai giovani, perché «il futuro siete voi, non siamo noi (…) e desideriamo appassionarvi al vostro lavoro per questo!»

Un saper fare a cui la storia del distretto brianzolo e dell'Italia tutta è intrinsecamente legato, e che ha reso famoso il Made in Italy in tutto il mondo.
«Da questa consapevolezza» ricorda Anzani, «è nata 52 anni fa la prima edizione del Salone del Mobile, ormai punto di riferimento a livello mondiale del settore Casa-Arredo, che tutto il mondo ci invidia e che nessun altro si può permettere di realizzare». Da qui nascono la creatività e l'innovazione, che portano a girare il mondo per afferrare le più recenti tendenze, comprendendo i nuovi gusti e adattando di conseguenza anche l'offerta delle proprie aziende per i mercati in evoluzione. «Gli italiani spesso» continua il Presidente di Assarredo, «rivelano la loro natura esterofila e individualistica, ma è sempre più necessario mettersi assieme e andare all'estero, concentrandosi sulle nuove richieste dei mercati e diffondendo la cultura del Made in Italy» Se vuoi andare veloce vai da solo. Se vuoi andare lontano vai con gli altri insegna un proverbio africano citato da Anzani. Una federazione di imprese come FederlegnoArredo è fondamentale in questo, sia dal punto di vista associativo che per quanto riguarda l'estero; «abbiamo aperto importanti canali con gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, il Medio Oriente e molti altri» ricorda ancora l'AD di Poliform, «perché è fondamentale comunicare l'eccellenza italiana. Molti paesi che hanno un gigantesco potere d'acquisto non l'hanno ancora percepito. Il nostro settore non è ancora completamente riuscito a farsi spazio, come per esempio è avvenuto nel mondo della moda: è necessario comunicare uno stile di vita e una concezione, sulle quali poi tutti possano investire e costruire».

Guarda il video dell'intervento dell'AD di Poliform

Pedrali premiata per lo stand ai Saloni 2012
A Wheel For Pedrali, il progetto espositivo realizzato da Migliore+Servetto Architects per Pedrali in occasione dell'edizione 2012 del Salone Internazionale del Mobile, si è aggiudicato il premio FX International Interior Design Awards nella categoria Museum or Exhibition Space. Organizzato dalla rivista inglese FX e giunto alla 14a edizione, l'FX International Interior Design Awards 2012 premia i migliori prodotti e progetti del design internazionale completati tra giugno 2010 e luglio 2012. La giuria ha mostrato forte apprezzamento per la completezza e al tempo stesso l'immediatezza di lettura dell'allestimento. La richiesta di progettare per il Salone del Mobile 2012 un allestimento che potesse presentare le collezioni Pedrali in modo innovativo è stata sviluppata da Migliore+Servetto Architects attraverso la definizione di un paesaggio dinamico e allegorico, composto da 10 scenografiche, grandi ruote fuori scala, di cinque metri di diametro. La collaborazione tra Migliore+Servetto Architects e Pedrali proseguirà anche in occasione dell'edizione 2013 del Salone Internazionale del Mobile.
06.06.2012 - Intervista a Stefano De Colle, nuovo Consigliere Incaricato Gruppo Cucine
“Un'occasione da vivere con entusiasmo e senso pratico”

Da un mese Stefano De Colle è ufficialmente il nuovo Consigliere Incaricato del Gruppo Cucine di Assarredo. De Colle coordinerà l'attività del gruppo nel prossimo biennio. “Il Consiglio Direttivo è unito e consapevole di questa opportunità e responsabilità, quindi punteremo in alto”

di Cristiano Fieramonti - Milano, 6 giugno 2012

Stefano De Colle, CEO di Elmar
Stefano De Colle è il nuovo Consigliere Incaricato del Gruppo Cucine di Assarredo. De Colle ha ricevuto l'investitura ufficiale dal Presidente di Assarredo Giovanni Anzani all'inizio di maggio, e da subito si è attivato per rilanciare l'attività del gruppo secondo quattro direttrici principali: 1. Lo sviluppo del marchio ECO; 2. Il progetto di una ‘centrale rischi' per conoscere la situazione finanziaria dei clienti; 3. Una newsletter periodica; 4. La creazione di un tavolo tecnico con il Cosmit per preparare al meglio l'edizione 2014 di Eurocucina.

Qual è lo spirito con cui accoglie questo incarico?
«La mia convinzione è che il momento storico ci impone di abbandonare definitivamente il tipico atteggiamento di  chiusura del  mondo imprenditoriale italiano per aprirci al confronto e alla collaborazione fattiva. Dobbiamo sempre più favorire in Consiglio lo sviluppo di un ambiente  dove ognuno di noi contribuisca con idee e proposte utili al nostro settore, convinti che unire le forze renderà tutti più efficienti in termini di costo ed efficaci in termini di proposta complessiva. Abbiamo quindi bisogno, per far questo, di ogni grammo di intelligenza disponibile. Il Consiglio Direttivo è unito e consapevole di questa  opportunità e responsabilità ,  quindi  punteremo in alto. Devo anche dire che in questo compito saremo certamente facilitati da una struttura della Federazione molto attiva e competente».


Il settore delle cucine sta vivendo da tempo una situazione di mercato non facile.
«I dati del mercato interno ci dicono che il 2011 si è chiuso con un segno ‘meno'; il 2012 è iniziato male e non ci sono motivi per credere che la situazione migliorerà nel breve.  Auspichiamo che il Governo abbia caratura politica di livello internazionale per avviare con urgenza importanti politiche di stimolo al consumo. Siamo convinti ci siano ampi margini per tagliare la spesa pubblica se è vero che la spesa corrente negli ultimi 10 anni è aumentata di 200 miliardi! Non dobbiamo dimenticare che c'è un tempo necessario per il risanamento, ma un tempo disponibile rimasto alle piccole e medie aziende per sopravvivere al cambiamento.

Come stanno reagendo le imprese?
«In questo momento le nostre aziende stanno puntando con decisione allo sviluppo dei mercati esteri, ma esportare prodotti complessi sui mercati internazionali non è cosa  semplice, e soprattutto occorre struttura e capacità d'investimento per poterlo  fare. Occorre individuare i partner giusti in loco, approfondire le caratteristiche del Paese; al prodotto/prezzo offerto bisogna aggiungere  formazione, logistica, marketing, post vendita ed altro ancora perché il business plan sia vincente. Senza tutto questo si rischia di  non  avere ritorno  sull'investimento fatto. Servono quindi strumenti adeguati di valutazione critica e di informazione puntuale e in tal senso FederlegnoArredo  sarà  di grande aiuto perché sta sviluppando strumenti appositi in questo senso».

Sui mercati internazionali il prodotto italiano ha ancora un grande appeal, anche se la concorrenza si sta facendo sempre più agguerrita. Come vi state attrezzando?
«Ciò che da sempre ci rende unici è la capacità di mettere insieme materiali, colori, volumi come nessun altro sa fare. Per questo credo che il nostro Made in Italy potrà continuare ad avere successo se punterà sempre di più su questa capacità di creare e proporre una filosofia di arredo non riproducibile in nessun altro Paese del mondo».

24 aprile 2012 - Presentato ieri il Rapporto dedicato all'export del meglio del Made in Italy
“Export arredo: 'un miliardo' di opportunità”

Presentato ieri in Assolombarda il nuovo rapporto ‘Esportare la dolce vita', dedicato alle prospettive di export nei prossimi 5 anni per la fascia medio-alta di arredamento, abbigliamento, alimentare e calzaturiero. Per l'arredo ‘bello e ben fatto' attesa una crescita nelle vendite per 1,3 miliardi di euro

di Cristiano Fieramonti - Milano, 24 aprile 2012

"L'export per noi è un fatto di sopravvivenza. La sfida che ci attende nei prossimi anni è lo sviluppo dei mercati emergenti, ne abbiamo avuto uno straordinario esempio nei giorni scorsi ai Saloni".
Con queste parole, il Vice Presidente Vicario di FederlegnoArredo e Presidente di Assarredo Giovanni Anzani ha introdotto ieri il suo intervento in occasione della presentazione del nuovo rapporto 'Esportare la dolce vita', lo studio realizzato dal Centro Studi di Confindustria e Prometeia che si è avvalso della collaborazione di FederlegnoArredo insieme a Federalimentare, Anci e Sistema Moda Italia, dedicato alle nuove opportunità di export per quelle aziende italiane che realizzano i prodotti 'belli e ben fatti', ovvero quei prodotti di fascia medio-alta dei settori più rappresentativi del Made in italy, tra cui l'arredamento (per scaricare il Rapporto, clicca qui).

I numeri parlano chiaro: se le imprese italiane dell'arredo 'bello e ben fatto' riusciranno nei prossimi anni ad essere competitivi nei paesi emergenti mantenendo almeno le attuali quote di mercato, entro il 2017 le esportazioni italiane cresceranno di 1,3 miliardi di euro, raggiungendo quota 3,3 miliardi.
Quali saranno le destinazioni più importanti? Secondo il rapporto, Russia e Ucraina assorbiranno quasi 500 milioni di euro in più di arredo italiano (ad oggi siamo circa a 900 milioni), Emirati e Arabia Saudita passeranno da 350 a 620 milioni (+270) mentre la Cina crescerà di 74 milioni di euro nei prossimi 5 anni.
Un business importante che potrebbe consentire alle nostre imprese di affrontare da protagoniste anche questi anni di crisi. Ma non sarà facile, occorre attrezzarsi adeguatamente per affrontare a livello internazionale concorrenti sempre più agguerriti e numerosi, un ‘sistema Italia' che fatica a capire le esigenze delle imprese, e un livello di educazione artistica e professionale, che sta all'origine dei nostri prodotti ‘belli e ben fatti', da rivedere.
"Il nostro sforzo è e sarà sempre più quello di valorizzare l'abitare italiano, uno stile inconfondibile ricercato in tutto il mondo”, aggiunge Anzani. “Per questo occorre fare il possibile per rimuovere quegli ostacoli che non ci aiutano ad esportare bene. Penso al problema della contraffazione, su cui continua a non esserci una linea chiara, penso alla necessità di riformare il SACE e quindi il sistema di assicurazione dei prodotti esportati, penso all'ICE che deve avere un ruolo più operativo nei paesi in cui esportiamo. I consumatori dei nuovi mercati emergenti aspettano i nostri prodotti. Lo straordinario successo di operatori stranieri ai recenti Saloni ne sono una chiara testimonianza".

"Il nostro sistema paese si deve sempre più orientare verso l'export, divenuto ormai un'urgenza”, ha sottolineato Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria. “I quattro settori oggi qui presenti (arredamento, abbigliamento, alimentare, calzaturiero, ndr) sono la migliore espressione del Made in Italy; sono questi i settori che devono guidare il rilancio del nostro paese nel mondo. Nei paesi emergenti bisogna andarci, e poi rimanerci. Occorre organizzare poche fiere di eccellenza. Penso ad esempio ai Saloni di questi giorni. Avete dato un messaggio bellissimo che deve fare scuola nel nostro Made in Italy. Le fiere che organizziamo nel mondo devono prendere ispirazione dalla vostra eccellenza".

Guarda le videointerviste a Giovanni Anzani, Paolo Zegna, Luca Paolazzi e Fabrizio Onida

Marzo 2012 - Intervista a Vittorio Renzi, Managing Director Scavolini Spa
“Per battere la crisi servono efficienza e innovazione”

In occasione dei prossimi Saloni di Milano, Scavolini per la prima volta proporrà pubblicamente le sue nuove collezioni Blu Scavolini dedicate all'arredo-bagno. In un momento economico non facile, l'impresa di Montelabbate offre un esempio che fare investimenti importanti è ancora possibile. La testimonianza di Vittorio Renzi, Managing Director dell'azienda

di Cristiano Fieramonti - Pesaro, 25 marzo 2012

L'economia italiana continua a dare segnali di stagnazione e all'orizzonte non si intravvedono grandi passi in avanti per una crescita reale. Molto imprese si sono proiettate oltreconfine e, con risultati non sempre assicurati, hanno trovato nuovi terreni da arare. Ma per le aziende che hanno mantenuto il loro core business sul mercato italiano, le difficoltà si sono dimostrate sensibilmente maggiori e in tanti casi si sono tradotte in riduzione del personale o addirittura chiusura delle attività. Fortunatamente, non mancano esempi di aziende che, puntando soprattutto su un sistema efficiente di gestione delle risorse e continui investimenti in ricerca e innovazione, sono riuscite a navigare in acque relativamente tranquille e, anzi, hanno trovato nuovi spazi di business.
Ne abbiamo parlato con Vittorio Renzi, direttore generale di Scavolini. “Pur avendo ancora oltre l'80% del nostro business in Italia, abbiamo tenuto bene il mercato, registrando nel 2011 un lieve calo raggiungendo un fatturato complessivo di 211 milioni di euro”.

Quali sono i fattori che hanno contribuito di più a sostenere l'azienda negli ultimi anni e ad affrontare a testa alta la crisi?
Certamente la svolta voluta dal Cav. Valter Scavolini anni fa sul processo industriale che ha concentrato qui da noi soprattutto la progettazione dei prodotti terziarizzando la maggior parte della produzione. Abbiamo sempre avuto poi una grande attenzione sulla  gestione delle risorse senza grandi esposizioni con gli istituti bancari e con bilanci in ordine. Per me personalmente poi è fondamentale avere piena consapevolezza di come il mercato sta cambiando, per questo reputo essenziali ricerche e analisi di mercato, in primis quelle realizzate dal Centro Studi di FederlegnoArredo, perché altrimenti è come navigare senza bussola ...
Tutto questo ci ha permesso di continuare a realizzare investimenti importanti anche in momenti di mercato non facili. Blu Scavolini ne è un esempio.

Come nasce questo progetto?
Abbiamo iniziato tempo fa a proporre arredo-bagno nel contract all'estero. Ci siamo accorti che esistevano dei margini per sviluppare questo mercato e abbiamo quindi deciso di realizzare una ricerca per capirne le opportunità anche in Italia.

Cosa è emerso da tale ricerca?
I risultati dell'indagine ci hanno mostrato una fotografia dell'arredo-bagno con potenzialità interessanti. Negli ultimi anni l'ambiente bagno ha acquistato valore agli occhi del consumatore, come è successo anni fa per l'ambiente cucina. Ci siamo accorti che il consumatore di arredo-bagno spesso ha uno stile di vita simile a quello della cucina e questo ovviamente ci ha facilitato il compito. Anche in questo mercato, c'è una crescente richiesta di un servizio di qualità e della marca. Abbiamo scoperto che esistono buoni margini di crescita sia in termini di progettazione dell'ambiente, sia di personalizzazione dei prodotti.

Come vi proponete sul mercato?
Grazie alla collaborazione con lo Studio Castiglia Associati, abbiamo sviluppato 7 diverse collezioni complete, alla cui realizzazione è stata destinato il nuovo stabilimento di 13.000 mq da poco creato. Ad aprile in occasione del Salone Internazionale del Bagno di Milano saremo presenti con uno stand di 360 mq.

Qual è la strategia distributiva di Scavolini per il nuovo marchio?
Per il momento ci concentreremo sulla rete distributiva esistente di Scavolini, che comprende circa 1.000 punti vendita in Italia, di cui 70 monomarca, e 300 nel mondo. Le nuove collezioni saranno disponibili negli store a partire da luglio dopo un'intensa campagna di comunicazione che durerà per tutto il primo semestre di quest'anno.

Lo sviluppo di negozi Scavolini è un'attività su cui state investendo molto…
Confermo. Stiamo ampliando la rete distributiva monomarca sia in Italia sia all'estero perché crediamo che questa sia la via migliore per proporsi al consumatore di oggi e presentare adeguatamente i nostri prodotti. A Milano, ad esempio, dopo lo store inaugurato lo scorso anno in zona Missori, è stato recentemente aperto un altro punto vendita in Corso Sempione.

E all'estero?
A fine 2010 abbiamo aperto il negozio di sole cucine più grande di Manhattan con una metratura di circa 900 mq. Devo dire che la nostra presenza negli Stati Uniti è stata sicuramente favorita da quelle aziende dell'arredo italiano che, prima di noi, si sono affacciate su questo mercato. È un esempio per dire che spesso il gioco di squadra aiuta tanto. Così come è importante la collaborazione che FederlegnoArredo sta portando avanti con i più importanti studi di architettura di Chicago.

27.01.2012 - Premi Leonardo Qualità 2011
Claudio Luti tra gli imprenditori più rappresentativi del Made in Italy

27 gennaio 2012 - di Cristiano Fieramonti

Lo scorso 25 gennaio, presso il Palazzo del Quirinale di Roma, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha consegnato i Premi Leonardo Qualità Italia 2011, che ogni anno la massima carica dello Stato attribuisce a quelle aziende e a quegli imprenditori italiani che hanno rappresentato al meglio l'eccellenza e il “ben fare” italiani, contribuendo all'affermazione e alla promozione dell'immagine dell'Italia nel mondo.

Tra i premiati anche il presidente di Kartell Claudio Luti (nella foto con il Presidente Napolitano), che pochi giorni fa a Milano ha ricevuto anche un'altra onorificenza, ovvero il premio Ernst & Young “L'Imprenditore dell'anno 2011” per la categoria “Fashion & Design”, con questa motivazione: "Per aver condotto Kartell alla notorietà internazionale, puntando sull'innovazione di prodotto e di design. Kartell oggi è presente in 98 paesi e vanta il 71% del fatturato realizzato all'estero".
Il premio, giunto alla sua 15° edizione in Italia, riconosce la passione, la direzione strategica, la continua spinta all'innovazione e il talento imprenditoriale.

Per saperne di più (clicca qui)

14 novembre 2011 - Intervista a Patrizia Copat, consigliere incaricato Gruppo Cucine di Assarredo
La cucina fatta dalle donne per le donne

Copat Cucine ha avviato in questi mesi una nuova campagna di comunicazione e marketing che intende riposizionare l'azienda sui mercati di tutto il mondo. Ne abbiamo parlato con Patrizia Copat, consigliere incaricato del Gruppo Cucine di Assarredo e alla direzione dell'azienda

di Cristiano Fieramonti - 16 dicembre 2011

Dalle donne per le donne: con questo claim, Copat Cucine ha avviato negli ultimi mesi un programma di comunicazione e marketing con l'obiettivo di acquisire un nuovo posizionamento dell'azienda sul mercato italiano e internazionale.
Una vera e propria scossa che l'azienda ha voluto imprimere al mercato per poter meglio andare incontro alle mutate esigenze dei consumatori. Patrizia Copat, consigliere incaricato del Gruppo Cucine di Assarredo, lo scorso 20 ottobre in occasione della conferenza stampa di presentazione della nuova campagna ha approfondito con noi le ragioni di questo cambiamento e i dettagli della nuova campagna.

Come nasce questo progetto?
Il progetto ha origini che risalgono allo scorso anno. La nostra azienda si è concentrata sull'osservazione dei comportamenti degli acquirenti presso i punti vendita presenti in Italia e in varie parti del mondo. Eravamo alla ricerca di segnali certi che potessero identificare i cambiamenti degli stili di vita dei nostri potenziali clienti.
Eravamo ben consapevoli dei grandi sforzi fatti negli ultimi anni per parlare la lingua del consumatore; eppure ci sembrava che mancasse qualcosa.

Da dove siete partiti per meglio comprendere la situazione?
Siamo partiti osservando attentamente il mercato: abbiamo consultato vari istituti di ricerca, abbiamo intervistato i nostri clienti e i nostri agenti, e alla fine ci siamo resi conto che circa un terzo delle persone intervistate avevano identificato la cucina come ambiente preferito per ritrovarsi in famiglia. Il dato non è così sorprendente, ma la cosa più interessante che abbiamo registrato è stato scoprire che la donna resta la maggiore utilizzatrice di questo ambiente e il soggetto che ne influenza di più la decisione di acquisto.

In che direzione vi ha spinto questa scoperta?
Abbiamo cercato di approfondire le diverse personalità che contraddistinguono una donna. Ad esempio, ci siamo posti la domanda che tipo di programma di arredo prediligerebbe una persona con una forte sensibilità? Da qui abbiamo studiato un programma di arredo che nelle sue diverse combinazioni fosse in grado di soddisfare le esigenze di persone con questo tipo di connotazione.
Più in generale, abbiamo sempre più cercato di mettere a fuoco il tema di cucine pensate da donne per le donne. E il risultato di tutto questo è stata l'ideazione di una nuova campagna di comunicazione.

Come si è concretizzata questa nuova campagna?
Abbiamo ideato un nuovo marchio, Dalle donne per le donne, con cui abbiamo personalizzato tutta la nuova comunicazione dell'azienda. Abbiamo realizzato un consistente lavoro di restyling dell'immagine, per riuscire a comunicare nel migliore dei modi il frutto del lavoro svolto. Abbiamo creato 9 nuovi cataloghi, 8 di programmi di arredo e uno trasversale che interpreta quello che noi abbiamo chiamato ‘kitching', ovvero gli arredi di collegamento tra cucina e resto della casa. Ciascun catalogo riflette una diversa personalità della donna: dalla donna curiosa a quella romantica, dalla donna attiva a quella libera e coraggiosa. Tutta la nuova linea di cataloghi è servita anche per realizzare un aggiornamento dell'intera gamma delle cucine Copat: nuovi elementi, nuove soluzioni compositive, il kitching e il personal space.

Nella nuova campagna di comunicazione e marketing vengono proposte tante novità, ma un aspetto altrettanto importante è stata la valorizzazione di vostre ‘best practice' già presenti, quali ad esempio le certificazioni …
Assolutamente vero. Serviva una scossa di cambiamento e di innovazione; allo stesso tempo però ci siamo resi conto che tanti nostri punti di forza non erano adeguatamente conosciuti. Penso ad esempio all'assistenza garantita 10 anni, che attualmente in Italia offrono soltanto 6 aziende del settore; piuttosto che alla certificazione di qualità ambientale EMAS che, per primi tra i produttori di cucine, abbiamo ottenuto nel 2007; o ancora al fatto che realizziamo addirittura 168 combinazioni in altezza del piano di lavoro, lavorando praticamente su misura.

Come è stata declinata la nuova campagna negli Store?
Abbiamo trasformato i nostri negozi con la nuova immagine della campagna. Questo ha voluto dire nuove vetrofanie e nuove insegne a led, pannelli emozionali e motivazionali e un nuovo merchandising. Ma questa è stata l'occasione anche per ripensare fortemente l'uso del punto vendita. Stiamo lavorando per aprire diversi nuovi store monomarca in Italia e nel mondo; stiamo inoltre lavorando assiduamente per sviluppare diversi nuovi Copat Concept Store all'interno di negozi di cucina multimarca.

2 novembre 2011 - Intervista a Claudio Luti, CEO di Kartell SpA
Il Classico che fa impazzire l'Oriente

Il Complemento d'arredo è uno dei settori che dall'inizio dell'anno sta trainando la crescita dei fatturati dell'arredo all'estero. Abbiamo incontrato alcune aziende del settore, intervenute a Milano in occasione di Macef per l'iniziativa Classico Italiano

di Cristiano Fieramonti - Milano 14 settembre 2011

Il Made in Italy non è passato di moda. Anzi. Osservando i dati relativi ai primi mesi del 2011 (fonte ‘Punto sull'estero' del Centro Studi Cosmit/FederlegnoArredo), è possibile notare una significativa crescita dell'export del settore Legno-Arredo italiano (+9%), in particolare verso alcune aree definite, quali il Medio Oriente (in Arabia Saudita, ad esempio, la crescita è stata del 45%), l'area ex sovietica (per la Russia +17,3%, con tassi molto interessanti per i paesi baltici), e, con percentuali di crescita importanti ma valori assoluti ancora marginali, per alcuni dei paesi emergenti (Cina +35%).

Protagonista di primo piano di questo trend è certamente il Complemento d'arredo Made in Italy, un mercato il cui valore nel 2010 si aggirava attorno a 1,138 miliardi di euro: nei giorni scorsi a Milano alcune imprese di questo settore si sono date appuntamento per l'edizione autunnale di Macef, con l'iniziativa Classico Italiano.

Abbiamo colto quest'occasione per incontrare due degli imprenditori più rappresentativi del settore, Barbara Villari (nella foto in alto, in compagnia del Presidente di Assarredo Giovanni Anzani), Direttore Generale della Villari srl (e Consigliere Incaricato del gruppo Complementi d'arredo di Assarredo) e Luca Baldi, Managing Director della Baldi srl.

''In questo momento di difficoltà dei mercati, le aziende del Complemento riescono comunque a competere bene'', sottolinea Barbara Villari; ''è stata certamente premiante la scelta di effettuare molti investimenti in passato, in primo luogo sullo sviluppo dell'export. I mercati attualmente più interessanti sono certamente quello russo (+19%, ndr) più in generale tutto il mercato ex sovietico, ma anche il Medio Oriente e i mercati emergenti (Arabia Saudita +129,6%, ndr). In Cina si iniziano a vedere i primi risultati, ma occorre ancora investire molto per posizionarsi nel modo adeguato. La scelta di puntare con decisione verso queste aree ha certamente consentito a molte nostre aziende di tenere duro; sono paesi in cui il Made in Italy esercita un grande fascino''.

''Baldi lavora praticamente solo all'estero'', gli fa eco Luca Baldi (nella foto a destra). ''Il lusso non ha dato finora segnali di flessione. Noi lavoriamo molto bene soprattutto in 3 aree: Medio Oriente, Asia e Russia. L'Asia attualmente è la zona che sta dando i migliori risultati, poi viene il Medio Oriente, che nonostante le crisi socio-politiche avvenute nelle zone limitrofe, non ha avuto contraccolpi politici, e infine la zona ex CSI. La Russia fino ad alcuni anni fa era il nostro mercato migliore, lì realizzavamo circa un terzo del nostro fatturato. Poi è arrivata la crisi e il mercato si è contratto; ora la situazione si sta riprendendo e noi stiamo consolidando la posizione''.

Oltre a fare un punto sul mercato, il Macef è stata l'occasione per mettere meglio a fuoco le tendenze che si stanno affermando nel settore. Prosegue Barbara Villari: ''penso che a inizio anno avremo delle belle sorprese sul colore. Quello che mi sembra di intuire è il fatto che, dopo una fase molto focalizzata sul bianco, sul beige e più in generale su colori neutri e uno stile minimal, si vede in giro sempre più colore; e questo è un buon sintomo perché è sinonimo di voglia di rinascita e di forza''. Per Luca Baldi, invece, ''una tendenza che si sta affermando è sicuramente una crescente integrazione tra classico e contemporaneo''.


L'anima del consumatore italiano
Presentata a Monza la ricerca Case da Re.Inventare sulle nuove tendenze del consumo di mobili.
di Andrea Brega
martedì 29 giugno 2011

Dopo quasi un ventennio il settore del mobile è tornato a disporre di una ricerca completa sul consumatore italiano. E' questo l'aspetto più importante emerso in occasione dell'incontro Case da Re.Inventare, organizzato a Monza da Assarredo e dal Centro Studi FederlegnoArredo, che ha consentito ai partecipanti di avvicinarsi a uno strumento di ricerca unico nel suo genere per rigore scientifico e concettualità.

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6 giugno 2011 - Intervista a Giovanni Anzani, confermato alla guida di Assarredo per il 2011-2013
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