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23.10.2012 - Valencia capitale dell'imballaggio europeo
Milano 23 ottobre 2012 - di Andrea Brega

Dal 3 al 5 ottobre la città di Valencia ha ospitato il 63° congresso della Fefpeb, la federazione europea dei produttori di imballaggi e pallet di legno. Tre giorni intensi che hanno consentito ai partecipanti (oltre 200 i delegati presenti) di conoscere lo stato dell'arte del settore in Europa, ma anche di visitare alcune aziende leader nel settore ortofrutticolo e il porto di Valencia, fiore all'occhiello della città.

La visita al porto di Valencia
65 milioni di tonnellate movimentate nel 2011 (di cui 4,3 milioni in container) sono i numero che posizionano il Porto di Valencia al primo posto nel Mediterraneo, al quinto in Europa (Gioia Tauro si colloca al 10° posto, ndr) e al 26° nel mondo. Risultati significativi ottenuto grazia alla sinergia di tre porti attivi nell'area Valenciana: Valencia (59,5 milioni di tonnellate), Segunto (6,1 milioni di tonnellate), Gandia (0,22 milioni di tonnellate).
Il 75% dei container, è stato spiegato, sono dedicati alla movimentazione del legname con arrivi da Cameroun, Cile, Costa d'Avorio e altre aree e partenze verso Italia, Iran, Corea. La sua posizione centrale ha consentito al porto di Valencia di diventare negli anni il punto di riferimento per i commercio con Asia e America, anche se le 555 reti complessive lo connettono a tutto il mondo. Durante l'incontro sono state presentate le linee strategie per i prossimi anni basate essenzialmente su ambiente, sostenibilità, efficienza, orientamento al mercato, sostenibilità economica. La connessione con un sistema ferroviario moderno e perfettamente integrato ai corridoi internazionali e la futura duplicazione della capacità di movimentazione container garantiranno in futuro un ulteriore sviluppo del porto di Valencia.
La giornata è proseguita con la visita alla Aglolak (specializzata nella produzione di pallet) e alla Serraenvàs (cassette ortofrutticole) per poi chiudersi il giorno seguente con il congresso. L'incontro (di cui parleremo in maniera approfondita prossimamente) ci ha consentito di raccogliere alcune testimonianze tra i partecipanti per analizzare l'andamento del mercato e le ultime novità del settore.

Il mercato europeo degli imballaggi
“Negli ultimi mesi il mercato ha mostrato una certa stabilità – spiega Fons Ceelaert (segretario generale Fefpeb) – Analizzando gli ultimi dati vediamo che l'economia reale non è in una fase di declino come gli organi di informazione ci mostrano quotidianamente, ma al contrario evidenziano una tenuta della domanda che rappresenta un segnale positivo per le aziende del settore. Partendo da questa considerazione credo che la ripresa potrebbe esserci prima di quanto si pensi.
A Valencia abbiamo visto un sentimento positivo con le aziende impegnate in investimenti in nuove tecnologie che consentono loro di andare avanti anche in una situazione di mercato non semplicissima.
Direi, quindi, che non siamo preoccupati per il futuro, anche se dipenderà dalla situazione economica generale
”.
Più cauto Gil Covey, presidente di Fefpeb, secondo cui: “La situazione è abbastanza difficoltosa in Europa, ma nei prossimi mesi potrebbe venire una boccata d'ossigeno alle imprese del settore dal calo dei prezzi dei segati conseguente alla diminuzione della domanda del periodo invernale”.

Il lavoro della Fefpeb per gli imballaggi industriali
Il congresso di Valencia è stato anche l'occasione per analizzare lo stato di avanzamento di alcune attività che la Fefpeb porta avanti per la valorizzazione degli imballaggi di legno. Tra questi il gruppo di lavoro per la armonizzazione degli imballaggi industriali di cui ne abbiamo parlato con Roberto Gavardini (membro del Board Fefpeb).
“Con il gruppo di lavoro europeo sugli imballaggi industriali siamo all'inizio di un percorso che dovrebbe portare a una sintesi dei vari standard nazionali per dare vita a una specifica unica europea da utilizzare come riferimento nel trasferimento dei beni dalle varie parti del globo da parte della società che producono nei Paesi occidentali o che hanno dislocato le produzioni per ragioni economiche o di mercato nei paesi emergenti, e che necessitano di imballi industriali in legno. Avere uno standard unico a livello globale è una necessità in quanto la presenza di innumerevoli tipologie differenti porta a una inevitabile confusione, a interpretazioni fantasiose causando riduzione della qualità media. Vogliamo valorizzare l'imballaggio industriale sia per beni che lasciano l'Europa sia per quei beni che partono dai nuovi Paesi emergenti, affinché sia di stimolo per tutti a migliorare e ad adeguarsi tecnicamente. Il tutto nel rispetto del buon uso e della valorizzazione del legno (aspetto in cui si sta molto adoperando Fefpeb) ed al rispetto delle norme IPPC/FAO. Grazie a una norma armonizzata il nostro settore potrà crescere ulteriormente perché oggi, a causa dell'eccessiva “polverizzazione” della produzione, frammentazione delle richieste e riduzione dei volumi per lotti, l'imballaggio industriale è poco qualificato, non corrispondente a quanto richiede  il committente , anche se nell'uso comune del termine generico “imballaggio” vengono accettati. Sul mercato sono presenti prodotti molto differenti, inadeguati e non corrispondenti a quanto richiede lo stato dell'arte per i requisiti minimi di un imballaggio industriale in legno. Dobbiamo quindi puntare a un prodotto di qualità e, soprattutto, uniforme".

Il futuro dell'ISPM15
Lucia Russo
(Agra Ceas Consulting di Bruxelles) ci ha anticipato brevemente i risultati della ricerca commissionata dalla Commissione europea per valutare l'allargamento dello standard ISPM 15 a livello europeo.
“Lo studio – dice Lucia Russo – è stato realizzato per valutare la futura estensione del sistema Ispm 15 all'interno dell'Unione europea. Abbiamo analizzato i vari dati forniti dalle associazioni nazionali (tra cui Assoimballaggi e Comitato Tecnico Fitok di Conlegno) approfondendo le differenti opzioni di policy legislativa e, successivamente, abbiamo approfondito e studiato i potenziali impatti economici che ci sarebbero a livello di investimento per gli operatori del settore. L'esito dello studio ha proposto come opzione l'estensione dell'obbligo per i pallet nuovi o riparati dal 2015 e nessun obbligo per quelli vecchi in circolazione in tale periodo. Il passo successivo sarà la consultazione che la Commissione europea aprirà con gli Stati membri e con gli stakeholders sulla base dei dati forniti in questo studio”.

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