Milano 11 maggio 2012 - a cura di Andrea Brega
"Imballaggi di legno: quali le strade per una vera innovazione tecnologica?” Questo il titolo del convegno che nella giornata di giovedì 10 maggio durante la fiera Xylexpo ha visto la partecipazione di numerosi imprenditori e giornalisti giunti ad ascoltare produttori di tecnologie e produttori di imballaggi di legno riuniti per far nascere una coscienza comune e la volontà di una più profonda collaborazione.
Dopo i saluti di Paolo Zanibon, direttore generale di Acimall (Associazione costruttori italiani macchine per la lavorazione del legno), ha preso la parola Michele Ballardini il quale ha immediatamente sottolineato la necessità per i produttori di imballaggi di essere in grado di fornire un servizio sempre più completo, ma anche di lavorare in un'ottica di logistica integrata con i clienti finali. “Le nostre aziende devono trasformarsi nelle falegnamerie del processo logistico”, ha aggiunto il Coordinatore Comitato Tecnico FitOk.
L'estrema semplificazione della tecnologia come aspetto critico della filiera è stato al centro dell'intervento di Emanuele Barigazzi, Coordinatore Comitato Tecnico Epal, secondo cui “La disponibilità di impianti sempre più versatili nelle lavorazioni ha messo in difficoltà le aziende medio-piccole che negli anni si erano specializzate nei cambi formato. Invece, grazie a queste tecnologie, oggigiorno chiunque può effettuare queste operazioni senza bisogno di particolari specializzazioni”. Anche sul futuro delle tecnologie per imballaggi Barigazzi ha le idee chiare: “Dal mio punto di vista il mercato sta andando nella direzioni di macchine adatte a produrre pochi pezzi ma con misure difficili da realizzare su una linea automatizzata tradizionale”.
Marco Casalboni della Cemil, azienda specializzata nella realizzazione di macchine per la riparazione dei pallet, ha invece posto l'accento sulle difficoltà da parte delle aziende riparatrici di disporre di risorse per l'acquisto di nuove tecnologie. “Nel settore della riparazione – ha spiegato Casalboni – esistono soluzioni innovative, ma il problema è che se non ci sono utili non si investe”.
Investimenti che, secondo Maria Grazia Corali della Corali, devono sempre puntare alla qualità: “Ai produttori di imballaggi dico che è facile confrontare i prezzi, ma se si vuole un prodotto di qualità non si può indebolire chi ti fornisce la tecnologia. Dal mio punto di vista o si ragiona come industriali (e allora il fornitore è un partner) o alla lunga si va in perdita”.
“Tutti noi qui presenti – ha aggiunto Mauro Mastrototaro membro del Consiglio direttivo di Assoimballaggi – abbiamo la stessa missione: dare un servizio che ci consenta di continuare a lavorare in un mercato sempre più agguerrito. Non dimentichiamoci che stiamo subendo la pesante concorrenza degli imballaggi di plastica. Grazie alle nostre competenze e a tecnologie sempre più avanzate possiamo quindi riconquistare il nostro mercato”.
Tecnologie che permettono anche alle aziende di specializzarsi e di esportare con successo in tutto il mondo, come nel caso della Durbiano Imballaggi che, come ha spiegato Ettore Durbiano (presidente di Assoimballaggi), “Grazie a un nuovo impianto di una azienda svedese che consente di realizzare casse pieghevoli di piccole dimensioni è riuscita a conquistare nuove quote di mercato nonostante la difficile congiuntura economica. E' stato uno sforzo finanziario importante in un momento in cui gli investimenti non sono per niente semplici a causa di una politica bancaria sicuramente non favorevole alle piccole azienda, ma credo sia stato giusto farlo”.
Durbiano ha infine chiuso il suo intervento ricordando gli sforzi fatti da Assoimballaggi per aiutare le aziende a stare su un mercato “che negli ultimi 15 anni è cambiato profondamente”.
“La mia ricetta per uscire dalla crisi è semplice – ha spiegato Angelo Scaroni, Consigliere Incaricato del Gruppo Riparatori Pallet di Assoimballaggi – ognuno deve fare il proprio lavoro, in primo luogo gli enti preposti al controllo che purtroppo spesso non lavorano come dovrebbero”.
Con l'intervento di Gianluca Storti dell'omonima azienda si è infine chiuso l'incontro: “La tendenza del settore è quella di andare verso la produzione di pallet fuori standard. Lo vediamo nelle richieste dei clienti che vogliono impianti sempre più veloci nei cambi formato. Ma non solo, infatti sono convinto che il produttore di pallet deve anche dotarsi di una segheria compatta e semplice da gestire che gli permetta di realizzare il prodotto giusto in tempi brevi”.