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Gennaio 2013 - Intervista a Giuliano Cavana, AD Album srl
l'Amministratore Delegato di Album Giuliano Cavana
''Lights for creative people'': i primi 25 anni della Album


Portare la luce “solamente dove serve”: così, investendo su Fiere ed estero, l'AD Giuliano Cavana racconta come sono diventati i “sarti della luce”, tra sistemi di illuminazione ad hoc e la scommessa (vinta) sull'universo led


7 gennaio 2013 – di Eleonora Simonetta


ALBUM nasce nel 1987 da un'intuizione dell'attuale Amministratore Delegato Giuliano Cavana (nella foto) e dal Presidente Architetto Pepe Tanzi, ancora oggi responsabile di tutta la fase di progettazione e design dei prodotti Album. ''Lights for creative people'' è lo slogan dell'azienda, nella quale si incontrano creazione, razionalità e tecnologia; tutto questo coniugato ad un continuo impegno per il miglior risparmio energetico possibile. Ci siamo fatti raccontare dal sig. Cavana la sua storia di imprenditore.

Quest'anno la sua azienda ha festeggiato i venticinque anni di attività, è un eccellente ed importante traguardo visti gli ultimi anni di crisi. Cosa l'ha spinta a fare l'imprenditore e a continuare a scommettere sulla sua attività?

«Innanzitutto devo dire che, prima di intraprendere questa strada, ho avuto diverse esperienze manageriali e dirigenziali in aziende leader dell'arredamento, che avevano una forte componente di design. Questo mi ha garantito un bagaglio di conoscenze ed esperienze non indifferente. Ad un certo punto ho conosciuto l'architetto Pepe Tanzi, con il quale abbiamo deciso di metterci in gioco aprendo un'azienda unendo l'aspetto progettuale, di competenza dell'architetto e quello gestionale, più adatto a me, in forza delle esperienze degli anni precedenti. La nostra impostazione aziendale è ‘di nicchia', pertanto stiamo sì subendo la crisi, ma, fortunatamente, in maniera minore rispetto ad altre imprese».

Il marchio ALBUM si differenza per l'applicazione di una filosofia al prodotto, e cioè “portiamo la luce solo dove serve”: da dove nasce questa sensibilità?

«Il motto di ALBUM è Lights for creative people; a questo si aggiunge la delicata ed importante questione del risparmio energetico. Infatti, oggi come oggi, nelle case la luce è ovunque, anche dove non serve, spesso con grossi sprechi. Solitamente poi, gli apparecchi di illuminazione tradizionali sono troppo statici e mancano di tridimensionalità dello spazio. Noi ci definiamo “sarti della luce”, personalizzando l'ambiente e lo spazio da illuminare come un abito su misura, pertanto ogni soluzione è diversa da un'altra. Con la nostra filosofia portiamo la luce solo dove serve ci concentriamo infatti su particolari sistemi di illuminazione (orbite e radiale per la luce ad incandescenza e universo led per la luce a tecnologia led) che illuminano solamente le zone in cui ce n'è realmente bisogno, evitando inutili sprechi. La tecnologia migliore in questo senso, parlando di risparmio energetico, è sicuramente il led».

Parlando appunto di led, uno dei vostri cataloghi è dedicato totalmente a questa nuova tecnologia. Quanto è importante per voi? Come rispondono gli acquirenti a questo nuovo segmento di mercato?

«Già nel 2009 noi abbiamo lanciato il progetto universo led, scommettendo su questa tecnologia. Il led è appunto una diversa fonte luminosa (e puntuale), che applica il concetto del risparmio energetico. Esso riflette in qualche modo anche il contrasto tra luci ed ombre, in un modo molto simile all'illuminazione di quando si usavano le candele; parte del nostro processo di innovazione è infatti anche recuperare quello che nel passato è stato fatto, applicandolo funzionalmente al presente con maggiori benefici. Per quanto riguarda gli acquirenti, spesso ci imbattiamo in clienti che sono abituati ad avere luce ovunque nelle loro abitazioni, anche dove non serve: noi vogliamo suggerire questa tendenza. Ad oggi la nostra percentuale di vendita dei led è del 15-20%, ma è destinata a crescere. Il processo però è lento, perché spesso gli acquirenti non sono abituati alle innovazioni. E' infatti basilare che l'utente sia disponibile. Spesso gli stessi clienti capiscono il valore di questa tecnologia solo ad installazione completata, dopo aver acquistato rimangono comunque molto sorpresi. Ad esempio recentemente abbiamo realizzato un progetto riguardante una casa di 110 metri quadrati totalmente illuminata a led, che consuma solamente 150 watt, e molti stentavano a crederlo. A noi interessa che già al momento dell'acquisto ci sia questa consapevolezza della qualità ed efficienza del prodotto. Ovviamente quando ci troviamo di fronte ad esercizi commerciali o pubblici c'è una maggior consapevolezza del risparmio energetico da parte degli utenti».

Dal 9 al 14 Aprile 2013 sarete ancora una volta espositori alla prossima edizione di Euroluce. Come vi state preparando? Che aspettative avete?

«Per Euroluce 2013 ALBUM lancerà il nuovo programma outdoor, presentato già ad Euroluce 2011 ed entrato in produzione nell'estate 2012. Confidiamo molto in questa operazione, puntiamo molto sull'esterno decorativo. L'ultimo spazio residenziale da arredare infatti, dopo la priorità data a spazio soggiorno, cucina e bagni, rimane l'esterno (giardini e terrazzi). Vogliamo addentrarci in questo nuovo segmento di mercato».

Per quanto riguarda l'estero, ALBUM opera già da tempo in moltissime parti del mondo, con una buona presenza in Russia. Come entrate in nuovi mercati? Che progetti avete per il prossimo futuro?

«Per quanto riguarda l'estero noi ci muoviamo su due fronti: con internet e nelle fiere. Questi sono diventati i due veicoli fondamentali della nostra azione all'estero. Come fiere siamo sempre ad Euroluce di Milano ed a Light&Building di Francoforte. Siamo persuasi infatti, dopo tanti anni di esperienza, che questo sia l'unico reale mezzo per far capire agli operatori l'innovazione che portiamo. E' difficile comunicare il pensiero e il bello attraverso altre forme. Nel 2012 poi, abbiamo aperto nuovi contatti con altre 7 agenzie nel mondo e siamo molto fiduciosi. Ad oggi la nostra percentuale sull'estero è il 22%, ma ci siamo dati come obbiettivo di raggiungere il 40%; il processo come ho detto è lento, ma siamo fiduciosi per il futuro perché la nostra filosofia e la nostra identità sono precise e coerenti».

Settembre 2012 - Intervista a Roberto Ziliani, titolare SLAMP
“La creatività è il motore di un'azienda”
All'edizione 2013 di Euroluce, Slamp raggiungerà l'importante traguardo dei 20 anni di attività. Una storia fatta di persone, decisioni importanti, e di un investimento continuo nelle idee più creative. Sempre con lo sguardo rivolto all'estero, perché, come dice il suo titolare Roberto Ziliani “per noi l'opportunità è il mondo”

6 settembre 2012 – di Cristiano Fieramonti

Azienda di illuminazione decorativa ispirata dalle regole del design e tesa verso il futuro: può essere considerata questa in sintesi la definizione più idonea di Slamp, azienda romana di Pomezia, attiva nel mercato dell'illuminazione decorativa da 20 anni. Un'azienda cresciuta attorno al genio creativo del suo fondatore, Roberto Ziliani, e di un team di creativi e progettisti suoi compagni di viaggio nei suoi anni trascorsi nel mondo della grafica pubblicitaria, della moda e dell'interior design.
Con Ziliani abbiamo ripercorso passo passo le fasi che hanno ispirato e poi sviluppato un brand che a livello internazionale sta portando la bandiera del miglior Made in Italy.

La sua carriera è iniziata come pubblicitario. Cosa l'ha spinta successivamente a fare l'imprenditore?

«Io non sono figlio di imprenditori. Circa 20 anni fa, dopo una serie di esperienze personali come pubblicitario, set stylist per le griffe dell'alta moda e come studio di architettura d'interni, ho progettato una lampada innovativa. Con Alessandro Mendini e una squadra di graphic designers abbiamo decorato questa nuova idea di lampada ed è nata SLAMP, ovvero un prodotto molto domestico, cool e accessibile. Ho dovuto investire molto, partendo da zero. La scelta di fare l'imprenditore in un certo senso è stata inevitabile: il progetto e le idee c'erano, non avevo timori, e la creazione di un'azienda mi sembrava l'unica via percorribile per compiere quel progetto in cui credevo».

Siete un'azienda molto creativa, nei vostri prodotti c'è una forte componente di design. Dove nasce questa sensibilità, perché spingete così tanto sul design delle vostre soluzioni?

«La creatività in senso lato è, nella nostra visione, l'unico elemento competitivo credibile per sviluppare mercati. In Italia ancora oggi è purtroppo molto diffusa una concezione aziendale molto focalizzata sulla produzione. Pensando a quello che potrà avvenire nei prossimi anni con lo sviluppo di realtà di produzione come la Cina o l'India e il possibile emergere di 250 milioni di nuovi operai nel mondo, oggi se non si inventa il nuovo, se non si punta sulla creatività per le nostre aziende non ci sarà futuro. Oggi per me un'industria è un network di cervelli sulla creatività e verso il mercato».

Come avete vissuto gli ultimi anni di crisi e cosa vi sta permettendo di crescere in una fase difficile come questa?

«L'avvento della crisi nel 2007-2008 è coinciso con una fase di profonda riorganizzazione aziendale. Dopo 14 anni di successo - Slamp è nata nel 93/94 - l'azienda aveva bisogno di una nuova vision e di nuovi investimenti. Abbiamo dovuto lavorare intensamente sulla formazione delle persone, su nuovi progetti e nuove tecnologie. Abbiamo reimpostato lo schema valoriale del brand e ridisegnato il portafoglio prodotti. Tutto ciò ci ha permesso di portare avanti con successo la ricerca, quale valore fondante dell'azienda, e con soddisfazione crescere in questo scenario altamente competitivo. La crisi l'abbiamo sentita anche noi, ovviamente, ma devo dire che già all'Euroluce del 2009 si poteva vedere la veste della nuova Slamp, e i risultati non tardarono ad arrivare, tant'è che oggi siamo in crescita e chiuderemo l'anno attorno ai 7 milioni di euro di fatturato».

Producete in Italia: che valore ha il vostro essere presenti in un determinato territorio?

«Ha tantissimo valore. Il Made in Italy rimane per il mondo una garanzia di qualità».

Molte PMI italiane stanno spostando il loro mercato all'estero. Voi come state vivendo questa dinamica?

«Slamp ha sempre vissuto, fin dalla sua creazione, sui mercati esteri. Per noi l'opportunità è il mondo, difficile dire in astratto quali sono i mercati più promettenti. Per questo 2012 il nostro obiettivo è di arrivare ad una quota del 73% di vendite all'estero. Oggi siamo presenti in 64 paesi e vendiamo regolarmente in 15 paesi di questi».

Avete una grande attenzione alla comunicazione: presenze massiccia sui Social, in TV. Perché?

«L'investimento su media, stampa e tv, e in particolare sui “new” media (web e social networks), è stato, ed è tuttora, una leva molto importante per l'aumento di riconoscibilità del nostro brand. Con i social media siamo vicini alle persone e le coinvolgiamo nella nostra storia, facendo si che siano anch'esse parte integrante del nostro mondo. A questo canale poi affianchiamo quello più istituzionale del sito ufficiale SLAMP e dell'advertising sulle riviste di settore».

Quale sfida le sta più a cuore oggi?

«Stiamo preparando i programmi per l'edizione 2013 di Euroluce. Stiamo sviluppando importanti collaborazioni con grandi archistar internazionali; con loro, stiamo esplorando un nuovo modo di fare progetto sull'illuminazione decorativa, attingendo dalla grande architettura. Il rapporto con questi grandi progettisti ha rafforzato in me l'idea che si può rimanere sul mercato nel tempo soprattutto se si ha l'umiltà di imparare dalle persone che incontri e che sono più competenti di te nel loro settore. Questa è l'esperienza che sto facendo ora». 

Maggio 2012 - Intervista a Roberta Rostirolla, AD di Lucente
Roberta Rostirolla, AD del Gruppo
Rilanciarsi con design ed export
Il Gruppo Rostirolla di Treviso punta con decisione a creare una nuova immagine dell'azienda, sempre più focalizzata su design e qualità del prodotto. Dall'esperienza molto positiva dell'ultima edizione di Euroluce, l'azienda ha tratto importanti indicazioni: «è stata molto importante perché ci ha mostrato la direzione da prendere e ci ha offerto molti contatti interessanti su cui ora stiamo lavorando». L'intervista a Roberta Rostirolla, Amministratore delegato del Gruppo

29 maggio 2012 – di Cristiano Fieramonti

La storia del Gruppo Rostirolla è una delle tante belle storie italiane di successo. L'hanno chiamata ‘anomalia italiana' quella capacità di un io di creare dal basso qualcosa di nuovo in risposta ad un bisogno.
È la storia di Marcello Rostirolla, il fondatore, che alla fine degli anni Settanta, dà vita all'azienda trevigiana Rolla, avviando la produzione a livello industriale di basi in metallo per articoli di illuminazione. Un'idea che trova subito un mercato recettivo all'estero, in particolare in Germania e Austria, più pronti e maturi per la sua offerta.
Negli anni Ottanta l'azienda conosce una nuova fase di passaggio con l'avvio di una linea produttiva dedicata a prodotti per la grande distribuzione.
Roberta Rostirolla è imprenditrice di seconda generazione, con un forte senso imprenditoriale ereditato dal padre e una innata spinta ad innovare. È lei oggi, insieme alle due sorelle, a gestire l'azienda. «La fase determinante per la trasformazione della nostra impresa si è verificata all'inizio degli anni Novanta» ricorda Roberta Rostirolla, Amministratore Delegato del Gruppo. «In quegli anni la Grande distribuzione stava via via spostato le sue fonti di approvvigionamento verso l'Est Europa e il Far East. In noi contemporaneamente è nata l'esigenza di realizzare un design nostro: il marchio Lucente è nato così».

Qual è la mission dell'azienda oggi?

«Puntiamo a creare una nuova immagine, basata su due concetti chiave: design e qualità del prodotto. E, come è sempre stato nella nostra storia, ci interessa valorizzare la nostra produzione 100% Made in Italy. Questo concretamente significa lavorare più sulla qualità che sulla quantità, di conseguenza privilegiare il contract piuttosto che il retail».

La vostra azienda si caratterizza per una forte spinta all'innovazione e allo sviluppo tecnologico dei prodotti. Su quali progetti state lavorando?

«Negli ultimi anni abbiamo creato importanti collaborazioni con designer di fama internazionale, quali ad esempio l'architetto Mario Mazzer. Questo ci sta permettendo di riposizionare i nostri prodotti verso una fascia più alta. Al tempo stesso, abbiamo maturato una particolare sensibilità verso la tematica della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico: in questo senso abbiamo approfondito molto l'interesse verso il Led e le sue applicazioni nei prodotti per l'illuminazione e abbiamo spinto per ottenere le certificazioni ambientali necessarie».

In questa fase delicata dell'economia, molte aziende italiane stanno spostando la loro attenzione dall'Italia ai mercati internazionali. Voi avete già una presenza capillare in molti di questi paesi. Quale percorso di sviluppo state seguendo?

«Oggi le aziende hanno bisogno di rilanciarsi e di ricreare il mercato, ma anche – aggiungo – di riorganizzarsi internamente. È per questo che dal 1° maggio scorso abbiamo formalizzato la fusione tra le 2 aziende di famiglia per creare un unico gruppo societario. Dal punto di vista dei mercati, noi abbiamo sempre avuto una spiccata vocazione all'export, tanto che oggi, soprattutto per il marchio Lucente, la quota export del fatturato si aggira attorno al 60%. L'ultima edizione di Euroluce è stata molto importante perché ci ha mostrato la direzione da prendere e ci ha offerto molti contatti interessanti su cui ora stiamo lavorando. Penso all'Africa, che per noi ha rappresentato una vera sorpresa, e penso al Far East con India e Cina in pole position, ma anche paesi come il Vietnam, le Filippine, la Thailandia e l'Indonesia, dove si stanno registrando crescite interessanti».

Marzo 2012 - Intervista a Piero Gandini, Presidente e AD Flos
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