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Libro bianco sulla pioppicoltura in Italia
Il dossier sulla filiera pioppicola italiana e relative criticità (giugno 2012). Leggi qui di seguito
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Dalla Ue una spinta alla valorizzazione delle attività legate all'uso del suolo e della silvicoltura
Milano 04 maggio 2012 - di Andrea Brega
Al termine del 2010, nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) è stato riconosciuto che il riscaldamento globale non deve superare di oltre 2 gradi le temperature registrate prima della rivoluzione industriale. Si tratta di un aspetto cruciale per limitare le conseguenze negative delle interferenze umane con il sistema climatico. Le emissioni globali devono pertanto cominciare a diminuire. Questo obiettivo a lungo termine richiede che entro il 2050 le emissioni globali di gas a effetto serra siano ridotte di almeno il 50 per cento rispetto ai livelli del 1990. Entro il 2050, i Paesi industrializzati dovrebbero ridurre collettivamente le proprie emissioni in misura compresa tra l'80 e il 95 per cento rispetto ai livelli del 1990. Nel medio termine, entro il 2020, l'Unione si è impegnata a ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra del 20 per cento rispetto ai livelli del 1990 (del 30 per cento in caso di condizioni favorevoli). L'Unione europea ha intrapreso diverse iniziative per raggiungere un impegno così ambizioso, ma non ha preso in considerazione il settore dell'uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura (LULUCF). Per questo motivo il 12 marzo scorso la Commissione europea ha adottato la comunicazione “Contabilizzare l'uso del suolo, i cambiamenti di uso del suolo e la silvicoltura negli impegni dell'Unione nell'ambito della lotta ai cambiamenti climatici". Sulla base della decisione della Convenzione UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) di Durban sulla revisione delle norme di contabilizzazione delle attività LULUCF (Land Use, Land-Use Change and Forestry) per il secondo periodo d'impegno del Protocollo di Kyoto, la Commissione europea ha presentato una Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che analizza le “Norme di contabilizzazione e ai piani di azione relativi alle emissioni e agli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti da attività connesse all'uso del suolo, ai cambiamenti di uso del suolo e alla silvicoltura”, accompagnate dalla relativa valutazione di impatto. Per la prima volta è stato stabilito un quadro giuridico per il settore LULUCF, separato da quelli che regolano gli impegni esistenti (sistema UE ETS), che prevede norme specifiche per contabilizzare gli HWP (Harvested Wood Products), cioè i prodotti ottenuti dall'estrazione del legno. Il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea hanno quindi adottato la decisione di fissare le norme di contabilizzazione applicabili alle emissioni e agli assorbimenti risultanti da attività legate all'uso del suolo, ai cambiamenti di uso del suolo e alla silvicoltura. Essa prevede inoltre che gli Stati membri dispongano piani di azione LULUCF volti a limitare o ridurre le emissioni e a mantenere o aumentare gli assorbimenti, nonché la valutazione di tali piani da parte della Commissione.
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Pioppicoltura una risorsa strategica per l'economia regionale
On line, sul sito della Direzione Generale Sistemi Verdi e Paesaggio di Regione Lombardia, una pagina dedicata alla pioppicoltura in Lombardia.
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La Pioppicoltura Italiana
La pioppicoltura Italiana occupa una posizione di primo piano nell'ambito del “sistema legno”, rappresentando la principale fonte di approvvigionamento per una rilevante porzione di industrie di prima trasformazione. Infatti, la pioppicoltura, grazie anche alla brevità dei turni, appare l'unico sistema in grado di garantire un rafforzamento della produzione interna di legno contenendo la dipendenza dall'estero senza intaccare le risorse legnose delle foreste naturali e senza comprometterne le funzioni ambientali, protettive e ricreative.
A fronte di una superficie totale occupata pari a poco più dell'1% di quella forestale, la pioppicoltura fornisce circa il 50% del legname da lavoro di produzione interna. Nel nostro Paese essa rappresenta ancora l'unica forma di arboricoltura da legno, in quanto legata strutturalmente con il sistema di trasformazione industriale. La produzione nazionale copre mediamente i due terzi del fabbisogno. Nata per soddisfare le esigenze delle industrie delle paste per carte, la pioppicoltura si è indirizzata successivamente alla produzione di tronchi di maggiori dimensioni da destinare alla sfogliatura. Attualmente la parte migliore dei tronchi viene utilizzata in larga parte dalle industrie dei compensati e da quelle degli imballaggi da ortofrutta, mentre i sottoprodotti vengono destinati alla produzione di pannelli di particelle. Molto limitato, rispetto al passato, risulta ormai l'impiego del legno di pioppo per segagione.
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