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Jean Nouvel per SaloneUfficio 2013
8 febbraio 2013 - Smart & Happy Office, Milano
Ambiente-ufficio
sempre più Smart & Happy

Ieri a Milano più di 200 di operatori del settore ufficio, tra architetti, imprese e giornalisti, si sono dati appuntamento per l'evento “Smart and Happy Office” organizzato da Assufficio. Un'occasione privilegiata per guardare alle nuove frontiere degli spazi di lavoro

Milano, 8 febbraio 2013 - di Eleonora Simonetta e Cristiano Fieramonti

Giovedì 7 febbraio, presso la nuova sede di UniCredit di Milano, più di 200 operatori del settore arredo-ufficio hanno partecipato al seminario “Smart & Happy office” organizzato da Assufficio.
Dopo i saluti del presidente dell'associazione Alberto De Zan e del vicepresidente Alberto Albertini, la giornalista ed esperta del settore Renata Sias ha avuto il compito di introdurre i temi dell'evento.
«Oggi non si parlerà di mobili per ufficio. Abbiamo voluto adottare una prospettiva differente partendo dal concetto di Smart» che dà luogo a cambi radicali. «Perché l'ufficio è vivo, vitale, in trasformazione. Quando parliamo di ufficio infatti, dobbiamo pensare non solo alla scrivania, ma piuttosto a concepirlo come uno spazio di lavoro occupato dalle persone, ognuna con i suo bisogni. Infatti la peggiore cosa che può succedere quando si parla di un ufficio, è non sapere per chi è, spersonalizzando di conseguenza il lavoro e gli individui stessi».

Importanti input sono arrivati anche da Jean Nouvel, uno dei nomi più illustri dell'architettura internazionale, che ai prossimi Saloni di aprile realizzerà un grande evento proprio dedicato all'ufficio, interpretando le profonde trasformazioni che hanno contraddistinto, negli ultimi anni, il mondo dello spazio da abitare e dello spazio di lavoro.
In una clip realizzata in mattinata in occasione della presentazione del SaloneUfficio 2013 Nouvel ha affermato: «È indispensabile portare la città nell'ufficio, che a sua volta diventa luogo senza clonazioni, anzi luogo di colonizzazione. E anche portare la casa in ufficio per renderlo più confortevole».

La prima battuta è stata di Marco Sammicheli, direttore responsabile di Zero, nonché moderatore dell'incontro, che ha affermato provocatoriamente: «Al giorno d'oggi, se hai un ufficio significa innanzitutto che hai un lavoro, ma se hai un bell'ufficio significa che lavori meglio».
La domanda quindi è: come i nuovi modelli dell'organizzazione del lavoro stanno cambiando il modo di fare impresa? L'argomento è stato affrontato da Mariano Corso, docente di Organizzazione e Risorse Umane e Responsabile Scientifico dell'osservatorio Smart Working presso il Politecnico di Milano. «Cosa c'è in atto?» si è chiesto. «Il fattore più rilevante è la sostituzione di una serie di principi che stanno alla base dell'organizzazione del lavoro», perché «la tecnologia ha sgretolato gerarchie e procedure, rendendo lo spazio dove noi lavoriamo sempre più virtuale e senza confini, ed è necessario un lavoro per obiettivi». E molte imprese lo hanno già capito.
Ne è un esempio UniCredit, come ha sottolineato Mirna Gelleni, head of Concepts and Design dell'azienda: «In Italia qualcosa comincia a muoversi. UniCredit ad esempio sta cercando di risolvere l'equazione tra economia e benessere», perché l'aspetto smart è importante anche dal punto di vista della multidisciplinarietà e del cambiamento personale.

La case history di Sace, uno dei più importanti gruppi assicurativo-finanziari che sostiene la crescita di oltre 25 mila imprese in più di 180 paesi, ne è un ottimo esempio.
Paolo Cerino, direttore Corporate Social Responsability infatti, ha raccontato di come un'intuizione affinchè l'ufficio diventasse un luogo “smart and happy”, ha portato a raddoppiare la capienza della loro sede, «valorizzando anche la vita personale di tutti i dipendenti sul posto di lavoro» perché «al cambiamento non si deve e non si può opporre resistenza».

Sulla stessa scia anche Andrea Ciaramella, docente del Politecnico di Milano, che ha sottolineato come «il valore della produttività è dato dal controllo sociale e dalla co-responsabilizzazione del lavoro» sottolineando però anche «l'importanza della valutazione qualitativa dell'immobile, perchè la qualità degli uffici nasce anche dalla qualità degli edifici e dei servizi interni ed esterni».

L'ultima battuta è stata di Camilla Bastoni, Development Advisory & Research di Jones Lang La Salle, società di consulenza professionale e finanziaria, specializzata in servizi immobiliari e gestione di capitali, che ha affermato: «in termini di mercato immobiliare, ad oggi l'offerta di uffici copre la domanda, ma spesso il problema è la qualità». E conclude convinta che «l'ufficio non è morto, sta solo cambiando. E il cambiamento sarà lento».

La giornata ha testimoniato come le imprese siano vive, speranzose e desiderose di questo cambiamento, adottando strategie e metodi innovativi e competitivi. Si riparte sempre e comunque dal desiderio di fare impresa, e questo desiderio nei nostri imprenditori non sfiorisce mai.

Il Presidente Alberto De Zan
Il moderatore Marco Sammicheli Jean Nouvel
Renata Sias e Alberto Albertini (Coopsette scrl. div. Methis)
Vittorio Veggetti (Citterio spa)e Remo Lucchi (Line Kit) Renata Sias Il palco dei relatori
Marco Sammicheli Mirna Gelleni Mariano Corso
Andrea Ciaramella
27 febbraio 2012 - Convegno Assufficio-POLI.design
Lo spazio ufficio guarda al futuro e si ripensa
Successo lo scorso 17 febbraio per il convegno organizzato da Assufficio e POLI.design dedicato alla prima edizione del corso di Office Design presso il Politecnico di Milano. Un'occasione speciale per mettere al centro l'importanza di una buona progettazione nell'ambiente di lavoro e rilanciare la centralità della persona

Milano, 27 febbraio 2012 – di Cristiano Fieramonti

Qual è lo scenario contemporaneo dell'ambiente ufficio? Come è possibile migliorare la progettazione di tale spazio? A queste e a molte altre domande ha cercato di rispondere il convegno organizzato da POLI.design e Assufficio lo scorso 17 febbraio presso la sede di FederlegnoArredo a Milano, un incontro pensato con l'obiettivo primario di presentare i risultati della prima edizione del Corso di Alta Formazione in Office Design “strumenti e metodi per la progettazione dello spazio ufficio” realizzato congiuntamente dalle due istituzioni presso il Politecnico di Milano. Un appuntamento che ha riscosso un grande successo tra gli addetti ai lavori, testimoniato dalle oltre 80 presenze in rappresentanza del mondo imprenditoriale, accademico, della progettazione e della stampa specializzata, intervenuti in gran numero per offrire ciascuno il proprio personale contributo al rilancio di un mercato – quello dell'arredo ufficio – che, pur soffrendo, vuole riaffermare il proprio ruolo da protagonista nel mondo del design.

Se i dati di vendita del settore del 2011 mostrano un segnale di timido risveglio, in particolare sul fronte dei mercati esteri, il convegno ha messo al centro un fatto di grande rilievo: l'industria dell'arredo ufficio è più viva che mai e vuole essere in prima linea nella creazione dell'ambiente ufficio del domani, promuovendone una nuova progettazione attraverso un livello di formazione superiore e di qualità.

A Donatella Bollani, responsabile redazione architettura, businessMedia del gruppo  24 ORE, è spettato il compito di coordinare i lavori del convegno, introducendo in particolare gli interventi di Silvia Piardi (Direttore del Corso in Office Design) e di Francesco Scullica (coordinatore scientifico del corso), che hanno posto da subito al centro il bisogno maggiormente avvertito oggi dal mercato, ovvero la mancanza di specializzazione nella progettazione dell'ambiente ufficio.

A partire da tale premessa, Giorgio Dal Fabbro, componente della Commissione Tecnica di Assufficio e co-Direttore del corso in Office Design, è entrato da subito nel merito dell'evento sottolineando il valore strategico che l'ufficio ricopre all'interno di un'azienda. Se è vero, infatti, che all'interno di un'impresa gli investimenti realizzati per arredi e finiture rappresentano solo l'1% del totale dei costi a fronte di un 80% del personale, l'incidenza che questo 1% può avere sulla produttività di quell'80% è tuttavia molto significativo: secondo i dati riportati da Dal Fabbro, infatti, un ambiente ufficio ben arredato e attrezzato può ridurre drasticamente la perdita di efficienza consentendo ad un azienda di risparmiare fino a centinaia di migliaia di euro ogni anno.

Ma se l'investimento nell'ambiente ufficio ricopre un ruolo strategico per un'azienda, come indirizzare al meglio tale investimento? L'intervento del prof. Luciano Crespi, docente del Politecnico Design degli Interni e Office Design, ha voluto porre l'accento sulla centralità che da sempre le esigenze professionali dei lavoratori hanno avuto nella definizione di tale ambiente. Così oggi, ha precisato il prof. Crespi, il bisogno più avvertito sembra essere quello del ‘lavoro ovunque', condizione facilitata anche dai mutati strumenti tecnologici a disposizione. L'interrogativo al fondo è importante: è giusto seguire tale direzione favorendo sempre più una compressione dei tempi di lavoro, oppure occorre prendere le distante da possibili scenari che propongono fino a 18/20 ore di lavoro quotidiano? Il rischio vero, sottolinea Crespi, è una sempre maggiore perdita di identità del lavoro e, di conseguenza, un'eliminazione del cosiddetto ‘tempo lungo della formazione'.

Di particolare interesse sono stati i tre interventi centrali del convegno, tutti tesi a mostrare con l'esemplificazione di progetti concreti, cosa significhi realmente realizzare ambienti ufficio migliori, al passo con i tempi, dunque flessibili e ‘sociali', in cui il benessere del lavoratore è il perno attorno a cui ruota l'attenzione.

Un esempio emblematico di questo nuovo modo di pensare l'ufficio è venuto dall'architetto Alessandro Colombo (Studio Cerri Associati Engineering), il quale, ispirandosi ad un piccolo paese del salernitano (Raito) dove tutte le case ‘vivono' su un'unica strada, ha presentato il suo progetto pilota. Una nuova struttura tutta incentrata sui principi della trasparenza, della socialità e della flessibilità delle soluzioni, con un cuore comune, ovvero la logica aggregativa.

A quello di Colombo è seguito l'intervento dell'architetto Massimo Roj, protagonista, con il suo studio, del progetto CMR, un nuovo modo di concepire l'uso delle spazio applicando nuove discipline progettuali attraverso l'incontro di professionisti con esperienza internazionale. Anche nel suo caso, il punto di partenza di qualunque nuovo approccio è il passaggio di concezione degli uffici da luoghi privi di personalità a luoghi disegnati su misura per l'uomo (human network). Un esempio di questo nuovo modo di progettare Roj l'ha offerto presentando il progetto realizzato nel 2008 a Vimercate (MI) per la nuova sede di Cisco System.

Più focalizzata sul design di prodotto è stata invece la presentazione dell'architetto Luca Scacchetti, che ha offerto la sua concezione dello spazio di lavoro come luogo in cui la persona trova la propria sicurezza del ruolo (sia direzionale che esecutiva). Da ciò deriva la scelta di personalizzare l'arredo ufficio secondo determinate linee, colori e forme, cercando di esprimere contemporaneità con una forte relazione con la tradizione.

Dunque un convegno ricchissimo di spunti e riflessioni, a conclusione di un anno importante che ha dimostrato la giusta intuizione avuto lo scorso anno da Assufficio e POLI.design nell'investire in un nuovo corso di formazione superiore dedicato alla progettazione dello spazio ufficio, in cui le aziende produttrici di arredo hanno avuto, come accennato, un ruolo fondamentale nell'individuare il bisogno (la mancanza di una progettazione di qualità) e proporre una possibile soluzione (il corso di Office Design). Su questo punto alcune delle imprese maggiormente coinvolte nell'iniziativa (Citterio, Frezza, Haworth e Technogym) sono intervenute per portare la loro testimonianza, affiancate dal presidente di Assufficio Alberto De Zan e dal Vice Presidente Grazia Manerba, che hanno invece posto l'accento sull'apporto offerto dall'associazione nella realizzazione dell'iniziativa.

Particolarmente significativa è stata inoltre la partecipazione della stampa specializzata: oltre a Donatella Bollani, al convegno sono intervenute le firme più significative della pubblicistica di settore, ovvero Renata Sias di Ufficio Stile, Grazia Gargiulo di Office Layout e Alessandro Roj di Office Bit.

Dopo il successo della prima edizione del corso di Office Design, le aziende guardano ora già al prossimo anno accademico: è infatti già stato confermato dagli organizzatori che ad ottobre 2012 prenderà il via la seconda edizione del corso (per terminare a maggio 2013), con un'offerta di contenuti ancora più ampia e ricca di quest'anno e la presenza di un numero di docenti ancora maggiore.

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