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Firmato il nuovo "Contratto tipo" con l'Associazione delle Segherie Austriache
È stato firmato a Verona il 15 marzo scorso il nuovo “ Contratto tipo” tra l'Associazione delle Segherie Austriache (Fachverband der Holzindustrie Österreichs) e Fedecomlegno.
Un passo particolarmente strategico per un approvvigionamento ottimale dell'industria trasformatrice, dato che l'Italia importa il 54% delle conifere dall'Austria (circa 3 milioni di metri cubi nel 2012). “Si tratta di un aiuto notevole dal punto di vista operativo, che darà maggiore sicurezza sia in termini di acquisto delle merci sia nel caso di eventuali contestazioni” commenta Giampiero Paganoni, presidente di FedecomLegno. Se nella nuova versione il pagamento è a 30 giorni i giorni disponibili per fare reclami rimangono sette, salvo diversi accordi fra le parti. “Era necessario un aggiornamento soprattutto a livello linguistico” spiega Roberto Tengg, vicepresidente di Fedecomlegno. “ Per quanto riguarda la parte relativa agli assortimenti abbiamo adeguato molti parametri qualitativi, visto soprattutto il notevole miglioramento tecnologico adottato dalle segherie austriache nella produzione vera e propria”.
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MADE expo 2013: accordo Unicredit
Ai Soci dell'Area Legno di FederlegnoArredoGentile Associato, l'edizione 2013 di MADE expo, che avrà luogo dal 2 al 5 ottobre, segnerà una svolta nella strategia espositiva che conferma la graduale trasformazione della manifestazione avviata già quest'anno. Tre saranno le linee di azione fondamentali: biennalità, specializzazione e internazionalità. Con questa riorganizzazione MADE expo, a partire da quest'anno, avrà una cadenza biennale e si terrà negli anni dispari incontrando le richieste delle imprese e allineandosi strategicamente ai più importanti appuntamenti europei dedicati al settore dell'edilizia e delle costruzioni, con un'offerta merceologica suddivisa in sei saloni verticali e con lo sviluppo di progetti di relazione e incontri internazionali per favorire l'export e la penetrazione delle aziende del settore verso nuovi mercati. MADE expo è un partner su cui contare e ve lo dimostra con: - Tariffe invariate per la terza edizione consecutiva - Soluzioni di finanziamento dedicate agli espositori, grazie all'accordo con UniCredit, per le spese e per gli investimenti legati alla partecipazione alla fiera ed il sostegno del ciclo produttivo (es. acquisto scorte, ordini a fornitori terzi, anticipo ordini clienti/fornitori/contratti).
Promozioni riservate a chi si iscriverà entro il 22 febbraio 2013: Finanziamento a tasso zero sui costi di partecipazione (quota di partecipazione, quota di iscrizione, quota per i servizi forfetizzati); il finanziamento sarà subordinato alla valutazione dei requisiti necessari per la concessione del finanziamento da parte di UniCredit.
Oppure Sconto del 4% sulla quota di partecipazione per l'area espositiva Oppure Possibilità di accedere a titolo gratuito ad appuntamenti B2B organizzati in territorio italiano, al termine di MADE expo, con buyer provenienti da Paesi ad alto tasso di crescita.
È la fiera del progetto e delle costruzioni più visitata in Italia: è un vantaggio diretto e imprescindibile anche per la vostra azienda. Il Vostro successo è al centro dei nostri progetti: tutta la documentazione a supporto della vostra partecipazione è scaricabile nella sezione ESPORRE del sito madeexpo.it (clicca qui per accedere alla pagina).
La segreteria di MADE expo è a Vostra disposizione al tel. 051 6646624 per ascoltare le Vostre esigenze e realizzare insieme a Voi i più ambiziosi obiettivi di ripartenza e crescita.
Con l'occasione porgo i miei più cordiali saluti
Giampiero Paganoni Presidente Fedecomlegno
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07.01.2013 - IlSole24Ore: Il settore del legno alle prese con la Due Diligence
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16.10.2012 - Scarica la newsletter della European Timber Trade Federation
Disponibile on line la newsletter della European Timber Trade Federation. Nove pagine con interviste, approfondimenti, analisi di mercato per conoscere presente e futuro del commercio del legname europeo e mondiale.
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Online il nuovo Unece/fao Forest Products
E' disponibile online l'edizione 2011-2012 dell' UNECE/FAO Forest Products Annual Market Review, lo studio annuale sul mercato del legname nella regione UNECE (Nord America, Europa, Federazione Russa, Caucaso e Repubbliche dell'Asia Centrale). Tema di quest'anno: i "prodotti forestali sostenibili". L'Annual Market Review 2011-2012 evidenzia, infatti, i vantaggi dei prodotti in legno rispetto agli altri materiali e analizza l'attuale e il futuro ruolo del legno nella creazione di economie eco-sostenibili. L'UNECE/FAO Forest Products Annual Market Review 2011-2012 è suddiviso in 13 capitoli: Capitolo 1: Panoramica dei mercati dei prodotti forestali e delle politiche Capitolo 2: La situazione economica e gli sviluppi del settore costruzioni nella regione UNECE Capitolo 3: Sviluppi del quadro politico e normativo Capitolo 4: Il mercato della materia prima legno Capitolo 5: Il mercato dei segati di conifere Capitolo 6: Il mercato dei segati di latifoglia Capitolo 7: Il mercato dei pannelli a base di legno Capitolo 8: I mercati della carta, del cartone e della pasta di legno Capitolo 9: Il mercato del legno a scopo energetico Capitolo 10: Il mercato dei prodotti forestali certificati Capitolo 11: Il mercato del carbonio Capitolo 12: Il valore aggiunto dei prodotti in legno Capitolo 13: I prodotti in legno innovativi L'UNECE/FAO Annual Market Review 2011-2012 è disponibile al seguente indirizzo: http://www.unece.org/fpamr2012.html
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19.06.2012 - Conifere: se gli austriaci incominciano a guardarsi intorno...
Milano 19 giugno 2012 - di Andrea Brega
Continua il momento difficile del mercato del legname in Italia in quanto, a fronte di consumi ancora ridotti, ci si ritrova con produttori in forte difficoltà di approvvigionamento della materia prima con la curva tra stock e acquisti di tronchi a fine maggio pericolosamente vicina ai dati medi di luglio che, storicamente, è il mese che registra il livello più basso della stagione. Ma se i nostri commercianti soffrono, al di là del Brennero le segherie austriache sicuramente non ridono; la maggior parte degli stabilimenti stanno infatti lavorando a un turno unico (con il conseguente forte calo della produzione) a eccezione, confidano gli analisti, del solo Gruppo Pfeifer che nei suoi stabilimenti in Germania è passato da tre a due turni di lavoro. Una situazione negativa che ha confermato dunque quanto paventato a febbraio in occasione dell'ultimo Comitato Misto Italo-Austriaco e cioè che la riduzione delle importazioni italiane sarebbe stata a 2 cifre e che alla scarsa richiesta da parte del mercato si sarebbe accompagnata la difficoltà di aumentare i prezzi sul mercato italiano. Ecco che, con la produzione ridotta e la crescente richiesta di merce da parte di Nord Africa e Medioriente, i grandi gruppi austriaci stanno riducendo le forniture ai clienti “storici” italiani rivolgendosi a nuovi mercati, come Libia e Marocco (dove nel 2012 è previsto un “piano casa” da 200.000 unità, cifra superiore alla stessa Germania), disponibili a pagare la merce franco segheria fino all'8% in più rispetto al mercato italiano. “Se si considera che questi incrementi valgono anche per le prismature da 22 mm di spessore in larghezze 100-120-150 mm da 4 metri per le gettate di cemento – spiega Roberto Tengg, vicepresidente di Fedecomlegno di FederlegnoArredo - non c'è da rimanere sorpresi che anche il fornitore più refrattario ad abbandonare la clientela italiana alla fine decida di guardare altrove”. Diversa la situazione delle segherie austriache di dimensioni piccole e medio-piccole che, a causa delle difficoltà del mercato italiano hanno pressoché sospeso gli acquisti di tronchi, in quanto il differenziale tra costo-ricavo è talmente ridotto da suggerire l'interruzione dell'attività per un certo periodo. Le cose non vanno meglio nemmeno per il lamellare che fino a marzo aveva registrato livelli di tenuta interessanti. Aprile e maggio hanno infatti visto il vistoso calo delle importazioni italiane. Tale situazione ha ovviamente influito sulle le speranze da parte dei fornitori di ritoccare adeguatamente i listini; rispetto al +5/8% preventivato qualche mese fa, agli inizi di maggio sono riusciti a ottenere aumenti non superiori al 3%.
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15.06.2012 - La Russia ridurrà i dazi sull'export legname
Firmato un importante accordo tra Ue e Federazione Russa
Il 14 giugno è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Ue il Regolamento di esecuzione (UE) n. 498/2012 della Commissione europea del 12 giugno 2012 sull'assegnazione dei contingenti tariffari applicabili alle esportazioni di legname dalla Federazione Russa verso l'Unione europea. Nel contesto del processo di adesione della Federazione russa al WTO la Commissione europea ha negoziato con la Federazione Russa impegni in base ai quali quest'ultima ridurrà o eliminerà i dazi all'esportazione anche per il legname grezzo. Questi impegni, che formeranno parte dell'elenco delle concessioni della Federazione Russa nel quadro della sua adesione al WTO, comprendono contingenti tariffari all'esportazione di tipi specifici di legname di conifere (abete rosso - linee tariffarie 4403 20 110 e 4403 20 190; pino - linee tariffarie 4403 20 310 e 4403 20 390), una parte dei quali è stata assegnata alle esportazioni nell'Ue. Il Regolamento in questione – sulla base dell'Accordo tra Ue e Russia sulla gestione dei contingenti tariffari applicabili alle esportazioni di legname e del Protocollo che fissa le modalità tecniche della gestione di tali contingenti e le modalità di cooperazione tra autorità Ue e russe (allegati) – definisce le modalità di ripartizione da parte dell'Ue dei contingenti tariffari che le sono assegnati. Si tratta di una notizia importante in quanto, una volta entrato a regime l'accordo, la riduzione dei dazi sull'export di tronchi (oggi al 100%) consentirà tra l'altro di abbattere il prezzo dei segati lavorati in Svezia e Finlandia, tra i principali acquirenti di legname russo.
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07.06.2012 - ATIBT diventa un organismo multilaterale
Milano 07 giugno 2012 - a cura di Andrea Brega
La ATIBT (Association Technique Internationale des Bois Tropicaux) ha recentemente compiuto un primo importante passo verso uno status più rappresentativo e internazionale, con la firma di una partnership innovativa con due Paesi africani: la Repubblica del Congo e la Repubblica Centrafricana. La cerimonia della firma ha avuto luogo il 24 maggio scorso a margine della conferenza organizzata dalla AFD sul tema “Esempi pratici e prospettive in materia di gestione sostenibile delle foreste nel bacino del Congo”. La convenzione – firmata da Henri Djombo, ministro dello Sviluppo Sostenibile, dell'Economia Forestale e dell'Ambiente della Repubblica del Congo, e Emmanuel Bizot, ministro delle Risorse Idriche, Foreste, Caccia e Pesca della Repubblica Centrafricana – consente alla ATIBT di ottenere lo status internazionale dopo la sua ratifica da parte degli Stati produttori di legname tropicale, ma anche di avere un consiglio composto da tutte le parti interessate nel settore del legno tropicale o suoi rappresentanti: settore privato (agricoltori, trasformatori, trasportatori, importatori, distributori, ingegneri, enti di certificazione, eccetera), istituti di ricerca; organizzazioni internazionali, foreste demaniale e partner; Organizzazioni non governative. Grazie a questa convenzione la ATIBT potrà lavorare su progetti e attività più mirati che potranno avere un impatto decisivo sulle politiche forestali dei Paesi partner attraverso un nuovo e inedito dialogo pubblico-privato. Tre i punti su cui la ATIBT lavorerà nei prossimi mesi: 1. La gestione sostenibile e responsabile delle foreste tropicali naturali (foreste, le piantagioni e aree protette) e prodotti derivati (legno, legna da ardere, prodotti forestali non legnosi), attraverso meccanismi quali lo stato di diritto, FLEGT, certificazione forestale, REDD+, e altri. 2. Lavorazione del legname in loco e ricerca di un maggiore valore aggiunto. 3. Accesso ai mercati internazionali intra-africani e sviluppo del mercato del legname certificato e legale. I prossimi Paesi che verranno coinvolti saranno Camerun, Gabon e Costa d'Avorio i cui ministri hanno già annunciato l'intenzione di firmare la convenzione.
Leggi la convenzione e guarda i video della cerimonia
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15.05.2012 - Il mercato del legname in Finlandia nel primo trimestre dell'anno
Le condizioni di mercato hanno portato al rallentamento della produzione dell'industria forestale finlandese nei primi mesi del 2012, mentre le vendite di legname sono risultate più vivaci. “In una situazione come quella attuale la rapidità è necessaria per migliorare il rapporto costi-competitività del settore forestale finlandese”, spiega Timo Jaatinen, direttore generale della Finnish Forest Industries Federation. “Le unità produttive finlandesi devono mantenere la propria vitalità in un mercato internazionale fortemente competitivo. Se consideriamo che la Finlandia è un Paese export-dipendente il cui saldo commerciale è diventato negativo, risulta evidente che sono necessari nuovi investimenti per modificare una situazione che, però, faticano a essere realizzati per gli elevati costi di materia prima, energia, logistica e manodopera rispetto ai principali Paesi concorrenti”. Osservando la produzione vediamo che la Finlandia ha prodotto circa 2,3 milioni di metri cubi di segati nei primi tre mesi dell'anno (-2% rispetto allo stesso periodo del 2011), mentre la produzione di pannelli compensati è calata del 7% (250.000 mc). Decisamente migliore, invece, la situazione delle esportazioni che, nel primo trimestre dell'anno, sono risultate in aumento del 26% pari a un milione di metri cubi. Nello stesso periodo l'industria forestale ha acquistato 6,2 milioni di metri cubi, quantitativo doppio rispetto al primo trimestre 2011, mentre i danni provocati dalle tempeste che si sono verificate verso la fine dell'anno hanno dato una spinta alle vendite di legname soprattutto nel mese di gennaio. (a.b.)
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03.05.2012 - Il punto sul mercato del legname
Milano 03 maggio 2012 - di Andrea Brega
Sono bastate poche settimane per modificare il quadro del mercato dei segati di conifera. Gli analisti concordano infatti che per tutto il mese di marzo l'arrivo dei tronchi nelle segherie è stato scarso o addirittura nullo (in particolare in Tirolo dove alla fine di quel mese era ancora presente molta neve) e tutte le maggiori segherie hanno ridotto i turni giornalieri di produzione a causa degli scarsi arrivi di tronchi nelle segherie. Se è vero che all'inizio dell'anno il mercato era condizionato da prezzi deboli e da una buona disponibilità di segati, attualmente il mercato è in fase di cambiamento e la tendenza è quella di un peggioramento delle scorte. Al momento attuale gli operatori austriaci non si aspettano un forte aumento della richiesta italiana, ma per l'effetto della stagionalità gli ordini dagli altri Paesi europei stanno aumentando così come il mercato del Nord Africa e del Levante registrano significativi segnali di ripresa (per fare un esempio dopo un anno la Libia ha ricominciato ad acquistare in Austria e il Gruppo Mayr Melnhof è il maggior fornitore di segati di conifera del Paese nordafricano). Per quanto riguarda la merce per pallet si registrano difficoltà di forniture pronta consegna di alcune sezioni (ad esempio 17x75), tant'è che alcuni grandi gruppi austriaci hanno aumentato i prezzi di circa 15 euro al metro cubo anticipando che prossimamente presenteranno un nuovo listino anche per i segati da costruzione e i lamellari. Sempre sul fronte dei prezzi da fine marzo in Austria i tronchi sono aumentati di ulteriori 5 euro al metro cubo mentre in Repubblica Ceca (dove si registra una certa scarsità di forniture) hanno addirittura superato il prezzo austriaco.
2011 in calo per il mercato italiano dei pannelli I pannelli compensati hanno fatto registrare un -4,6% (462.711 mc) rispetto allo stesso periodo del 2010, con la Russia primo fornitore (83.382 mc, -11,3%), seguita da Cile (61.070 mc, +35%) e Austria (32.605 mc, -2,1%). In diminuzione anche le importazioni italiane di pannelli Mdf (Medium density fibreboard) che, da gennaio a settembre 2011, si sono fermate a 268.562 tonnellate (-5,7%). La Germania si è confermata primo fornitore per valore grazie a vendite verso il nostro Paese pari a 20 milioni di euro. Pesante calo per i truciolari che da gennaio a novembre 2011 hanno fatto segnare una diminuzione del 31,2% a causa, soprattutto, della diminuzione dei principali fornitori: Austria (-24,6%, 104.543 mc), Repubblica Ceca (-28,8%, 90.873 mc) e Romania (-29,8%, 83.588 mc). Brusco rallentamento, infine, per i pannelli Osb (Oriented strand board) e Waferboard che, dopo un discreto primo semestre 2011, hanno registrato un calo dell'import nell'ultima parte dell'anno chiudendo a -4,85% (164.226 mc). Tra i Paesi Ue si evidenzia la forte crescita della Repubblica Ceca che ha mantenuto la prima posizione con vendite pari a 67.097 mc (+25,2%), mentre il Canada, pur con un vistoso calo del 31,2% (14.994 mc), ottiene la prima piazza tra i Paesi fornitori d'Oltreoceano.
Rallenta il mercato cinese Per quanto riguarda il quadro macroeconomico nelle ultime settimane risulta evidente la frenata del mercato cinese che, nei primi tre mesi dell'anno in corso, ha visto gli acquisti di tronchi calare dell'11 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011 a causa del rallentamento dell'edilizia. Gli acquisti di tronchi da Russia e Nuova Zelanda (principali fornitori della Cina) sono diminuiti rispettivamente del 16 e 17 per cento, mentre sono cresciuti quelli di Canada (+23 per cento) e Stati Uniti (+2 per cento). Un mercato in calo quello cinese dei tronchi e del legname che però negli ultimi dieci anni ha visto una crescita fortissima, con gli acquisti di materia prima passati da un valore di 630 milioni di dollari nel 2001 ai quasi 8 miliardi di dollari dell'anno scorso.
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Il mercato delle conifere sull'altalena
Milano 19 marzo 2012
Che la chiusura d'anno sarebbe stata negativa per il settore del legno era stata ampiamente preannunciata da una serie di fattori: edilizia ferma e ritardi nei pagamenti hanno infatti pesantemente condizionato l'attività delle imprese. Analizzando i dati di gennaio-ottobre sulle importazioni italiane di legname di conifera vediamo che il quadro è stato sostanzialmente confermato, sia pure con qualche timido segnale di miglioramento. Tronchi e squadrati di conifere hanno fatto registrare un incremento del 4,5% grazie, soprattutto, alla crescita degli acquisti dai Paesi Ue. La Francia si conferma primo fornitore con 431.897 mc, pari a un incremento sullo stesso periodo dell'anno passato del 10,68%, seguita da Austria (305.223 mc, -3,3) e Germania (125.588, +2,9%). Tra i Paesi extra Ue la Svizzera rimane saldamente in testa con 223.724 mc, pur con un calo del 2,9%. A far propendere, però, la bilancia sul segno meno è stata la contrazione dell'import dei segati di conifera che, nei primi dieci mesi dell'anno, si è fermato a -3,5% per un totale di 4.224.824 mc. L'Austria, nostro fornitore storico, con vendite pari a 2.576.308 mc ha visto un rallentamento del 4,4% a conferma della ancora difficile situazione dell'edilizia nel nostro Paese. In calo anche gli acquisti da Germania (-2,2%, 482.062 mc) e Repubblica Ceca (-10,2%, 140.650 mc). Positivo, sia pur con quantitativi inferiori, l'andamento dei mercati extra Ue: Ucraina (176.779 mc, +26.2%), Russia (120.004 mc, +44,3%) e Svizzera (70.690 mc, -36,3%). Analizzando alcuni dei risultati vediamo che il pesante calo della Repubblica Ceca è da imputare al prezzo elevato dei tronchi rispetto alle altre piazze europee, mentre l'ottimo risultato dell'Ucraina è stato ottenuto grazie a una forte crescita degli acquisti di merce più economica per la produzione di pallet. Oltreoceano continua invece il calo dei segati di douglas ed hemlock da Stati Uniti e Canada. Ma la situazione potrebbe anche essere più negativa, come ha confermato da Giampiero Paganoni, presidente di Fedecomlegno-FederlegnoArredo: “Si prevede che il dato finale del 2011 vedrà un peggioramento rispetto al -3,5% del periodo analizzato. Per avere un'idea di come andrà il mercato nei prossimi mesi sarà quindi necessario attendere ancora qualche tempo. Una prima verifica si potrà avere in occasione del prossimo Comitato misto italo-austriaco previsto a fine mese”. (a.b.)
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Gruppo Florian, tutte le opportunità dell'estero
24 gennaio 2012 - a cura di Andrea Brega
Investire di questi tempi è un fatto piuttosto raro, ecco perché quando si viene a conoscenza di un'azienda che ha in programma nuove sfide strategiche, produttive e di diversificazione industriale, ci si reca immediatamente a trovarla per conoscere nel dettaglio i progetti. E' il caso della Florian Legno di Riese Pio X che il 20 gennaio scorso ha organizzato un meeting dove ha presentato il nuovo assetto del gruppo. “Tutte le aziende del Gruppo sono di proprietà della famiglia Florian, da tre generazioni specializzata nella commercializzazione di latifoglie temperate (rovere e walnut in primis) ponendosi ai vertici europei in questo settore – ci dice Elvio Florian, presidente del Gruppo Florian – L'export è una componente fondamentale del gruppo che ha visto costantemente crescere le quote come dimostra l'esperienza in Croazia: in 30 anni di presenza in questo Paese l'azienda ha creato un sistema che le ha consentito di raggiungere il 30% delle esportazioni croate di latifoglie”. Ma è la diversificazione il vero punto di forza delle strategie future del gruppo: “Negli ultimi 12 mesi – dice Stefano Florian, amministratore del Gruppo Florian – abbiamo definito due importanti progetti. Il primo, a Riese Pio X, riguarda un impianto di cogenerazione a biomasse legnose da 1 MW che fornirà energia elettrica per l'azienda e produrrà energia termica per i nostri impianti di essiccazione. Tutto ciò sarà seguito da un'importante opera di riqualificazione della sede principale (con un aumento degli spazi coperti) e dal miglioramento della viabilità”. “Il secondo progetto – continua Florian – prevede la costruzione a Monfalcone di una centrale di cogenerazione da 2,5 MW elettrici a biomassa legnosa proveniente dai nostri processi produttivi”. Due progetti ambiziosi che confermano la vitalità di un gruppo che anche nel 2011 ha ottenuto risultati positivi, come conferma la crescita dell'export arrivato al 46% del fatturato Florian Legno e al 57% del fatturato del Gruppo.
Nella foto, da sinistra: Antonio Battaglia, Claudia Florian, Elvio Florian, Stefano Florian, Enrico Florian.
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La parola ad Antonio Battaglia
Al termine della giornata abbiamo incontrato Antonio Battaglia, manager director della Florian Legno, e profondo conoscitore del settore delle latifoglie temperate e del mercato delle commodities per analizzare lo stato dell'arte del mercato.
Partendo dalla vostra esperienza, cosa dovrebbero fare le aziende italiane per superare questo momento di crisi? “Sicuramente puntare sempre più sull'estero perché il mercato interno è oramai saturo, inoltre la domanda spesso non è sana. Il vero problema è che poter puntare all'estero un'azienda deve essere molto “specializzata”, ovvero deve essere in grado di offrire i prodotti giusti per un mercato completamente differente da quello italiano. Il cliente straniero vuole qualità e, a differenza di quello italiano, non cambia fornitore per un 2/3 per cento di sconto. Un altro aspetto importante è quello legato ai tempi di risposta: chi inizia a lavorare all'estero vedrà i primi risultato non prima di 6/8 mesi, e solo poche aziende italiane hanno questa visione. La Florian Legno è stata una delle prime aziende italiane che ha seguito questa strada, proponendo sui mercati esteri un numero elevato di prodotti. Nel Regno Unito, ad esempio, lavoriamo molto bene con il rovere dove, anche se la concorrenza è agguerrita, non abbiamo particolari problemi in quanto siamo in grado di fornire quantitativi importanti in tempi rapidi. Mi spiego meglio: su un ipotesi di 50 carichi di rovere, qualche nostro competitor che si inserisce riesce a fare 4/5 carichi, ma i restanti 45 li gestiamo comunque noi. La flessibilità, infine, è un altro aspetto importante per poter operare all'estero: ogni Paese la sua qualità di legname, quindi bisogna conoscere il mercato e proporre il prodotto più adatto”.
E l'Italia? “Il problema principale del settore del legno in Italia è che ci sono troppe aziende impegnate nella ricerca del fatturato e non nel consolidamento dell'azienda. Inoltre, sempre più spesso, le nostre aziende non sono in grado di farsi pagare il prodotto per il suo reale valore. Anche la gestione dei costi può essere un problema: poche realtà sono in grado di ottimizzarli a causa dei trasporti, del costo finanziario e di altre variabili collegate. Un aspetto che potrebbe aiutare a rafforzare il settore è la presa di coscienza che il servizio ha un costo e, quindi, deve essere pagato. Per far sì che ciò avvenga è però necessario che gli imprenditori del legno decidano una strategia comune e vadano tutti per la stessa strada. Se poi si riesce a essere flessibili ancora meglio, faccio un esempio: in un anno difficile come il 2012 dove le previsioni sono estremamente negative i prezzi di numerosi prodotti si stanno abbassando, basta un evento negativo, come il recente incendio della Arauco in Cile, per mutare completamente il quadro e vedere i prezzi dei pannelli incrementare del 10-15% nel giro di pochi giorni. E' la conferma che anche in un mercato in recessione possono crearsi opportunità di business e si può guadagnare”.
Come sta cambiando il mercato del legno? “Da quel che vedo il mercato del legno sta diventando sempre più specializzato, con i grandi gruppi che hanno conquistato le fasce medio-basse da una parte e dall'altra le aziende incentrate sulla realizzazione di prodotti di qualità e di falegnameria (quello più prestigioso) che diventeranno sempre più una nicchia. Ritengo fondamentale riuscire a valorizzare il lavoro di servizio legato alle commodities, nonché un'attenta analisi dei costi che sembra per tante aziende un'utopia. Una terza fascia di aziende, ad esempio i serramentisti, potrebbero posizionarsi nel comparto del legno “povero”: se un lamellare per serramenti costa 600 euro al metro cubo, lo stesso quantitativo di pitch pine arriva appena a 380 euro. Probabilmente si tornerà a realizzare i serramenti in legni meno nobili, ma sicuramente molto più convenienti. Del resto, se il mondo cambia, le aziende devono cambiare con esso”.
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Da marzo 2013 in vigore il nuovo regolamento europeo
Massimiliano Rocco - WWF Italia: Due Diligence, farsi trovare pronti
2 dicembre 2011 - a cura di Andrea Brega
Intervista a Massimiliano Rocco, responsabile Foreste WWF Italia, sul tema della Due Diligence che entrerà in vigore dal marzo 2013.
Tra 15 mesi entrerà in vigore il nuovo regolamento sulla Due Diligence che coinvolgerà il mondo del legno nel suo insieme. Cosa può dirci a proposito? “Il processo per arrivare all'applicazione e alla formazione della Due Diligence è stato lungo. E' partito negli anni Novanta quando ci si è resi conto che le foreste, in particolare quelle tropicali, erano soggette a un forte processo di deforestazione. Si tratta, quindi, di una norma nata per bloccare il commercio illegale e per andare in maniera sempre più convinta verso la strada della sostenibilità. Chi non sarà pronto andrà sicuramente incontro a grossi problemi commerciali, in quanto nelle barriere doganali saranno fermati tutti quei prodotti forestali la cui origine non sarà certa. Un Paese come l'Italia, che è tra i più importanti esportatori di mobili e prodotti in legno, dovrà prestare grande attenzione a questo nuovo regolamento. Il marzo 2013 è vicinissimo, quindi dobbiamo spingere le autorità affinché si dotino degli strumenti necessari per creare un sistema di controllo efficace che consenta al sistema del commercio italiano di andare avanti senza problemi”.
Per il mondo del legno la Due Diligence rappresenterà anche un costo? “Senza alcun dubbio è anche un impegno economico, ma la Due Diligence è un regolamento che FederlegnoArredo ha intenzione di sostenere e portare avanti. Le imprese, da parte loro, devono essere consapevoli che se lavoreranno in gruppo il costo della burocrazia potrà essere ridotto”.
Parliamo di consumatore finale. Si riscontra una crescita di interesse verso il legno legale? “Durante la campagna europea per arrivare alla promozione della normativa e allo sviluppo del piano di azione europeo sul mercato del legname, i sondaggi realizzati e il rapporto avuto con la società civile hanno dimostrato un grande e crescente interesse verso prodotti legali e di qualità sempre più sostenibile. E questo discorso vale anche quando si parla di legname: la gente chiede di poter essere messa in condizione di acquistare un prodotto sempre più sostenibile, legale e che garantisca che non si sta distruggendo il nostro pianeta. Tutti insieme possiamo far sì che il cittadino e le imprese si impegnino per rendere questo mercato sempre più sostenibile”.
Quali potrebbero essere le conseguenze di un mancato controllo da parte delle aziende? “In questo momento sul sistema sanzionatorio si sta discutendo, dobbiamo vedere anche come si applicheranno le altre norme correlate (ad esempio il Cites e il Regolamento europeo sul commercio). Se un controllo dovesse fare emergere un'illegalità o un problema amministrativo è evidente che ciò comprometterebbe il nome dell'azienda la quale, tra l'altro, potrebbe subire anche il blocco dell'attività. Per questo bisogna prepararsi per tempo senza sottovalutare la norma”.
Collaborerete in maniera sempre più stretta con FederlegnoArredo? “Abbiamo stipulato un accordo con FederlegnoArredo per poter lavorare insieme su alcuni temi; non siamo andati velocissimi ma speriamo che la Federazione presti sempre maggiore attenzione verso le tematiche ambientali. Noi siamo disponibili e sono convinto che le premesse ci siano tutte per costruire qualcosa di concreto che renda il nostro mercato sempre più di qualità”.
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Gli Agenti firmano il nuovo contratto
Il punto della situazione con Mario Favino, presidente Agelegno
di Andrea Brega
Dopo mesi di attesa Agelegno ha trovato l'accordo con i produttori austriaci per il nuovo contratto agenti. Mario Favino, presidente di Agelegno, ci spiega le tappe che hanno portato a questo importante accordo.
Quasi un anno dopo il primo incontro tra Agelegno (Associazione Italiana Agenti del Legno e Derivati) e produttori austriaci e dopo diversi mesi di trattative, a metà settembre le due delegazioni hanno trovato un accordo sul nuovo contratto commerciale. In occasione del comitato misto Italo-Austriaco di Poertschach abbiamo incontrato Mario Favino, presidente Agelegno, il quale ci ha brevemente descritto la situazione: “Finalmente sta per concludersi la discussione tra la nostra categoria e le segherie austriache per il rinnovo del contratto “Agenti”. Circa un anno fa, infatti, i produttori hanno cominciato a chiederci contratti in esclusiva molto stringenti, non esagererei se dicessi vessatori. Immediatamente ci siamo attivati per studiare un contratto tipo che potesse aiutare tutti i soggetti coinvolti. Finalmente, qualche settimana fa ci siamo incontrati e, dopo aver messo a punto con gli avvocati un buon contratto, siamo arrivati alla giornata di oggi che ha visto ancora qualche limatura. A breve infatti ci sarà la firma”. A Favino abbiamo anche chiesto di commentare la situazione del mercato: “La giornata austriaca ha confermato le sensazioni che abbiamo quotidianamente dal mercato: ovvero la grande sofferenza ad incassare da parte dei nostri clienti che, purtroppo, stanno facendo da ammortizzatori a una situazione molto difficile. Direi che stiamo vivendo alla settimana con pochissima programmazione, spero quindi che si riesca a mantenere l'equilibrio tra domanda e offerta faticosamente raggiunto negli ultimi mesi”.
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Dalla Sicilia al resto del Mondo
Conversazione con Enzo e Francesco Massimo Micali, due generazioni a confronto sul tema della crescita
a cura di Andrea Brega
“Nell'ultimo anno abbiamo perso circa il 60 per cento del lavoro nel comparto edile a causa della crisi in atto”, esordisce Enzo Micali (a sinistra nella foto), titolare della Legnoservice di Catania. “Fortunatamente, però, nel sud Italia le ristrutturazioni stanno andando bene e stanno facendo segnare un significativo segno più nella vendita del lamellare dove il lavoro non manca e noi siamo stati in grado di intercettarlo. Ma è l'estero che ci sta dando grandi soddisfazioni, soprattutto l'area del Levante dove abbiamo saputo esportare le nostra competenza. Questi Paesi, che da sempre sono stati alimentati con materiale di bassa qualità, hanno capito che siamo in grado di procurare loro prodotti di livello superiore, il risultato è stato straordinario: nel giro di pochi anni siamo passati da zero ad oltre 100.000 cbm entro il corrente anno”. E' Francesco Massimo Micali (a destra nella foto) a svelarci il segreto di tale successo: “Il nostro approccio rappresentato da un mix di competenza, fiducia e simpatia è stato il principale fattore di successo. Pur non conoscendo il mercato del Medioriente abbiamo capito che le nuove generazioni sono colte e attente alla qualità, non a caso nel giro di poco tempo abbiamo iniziato ad avere richieste di materiale bello e con misure reali, entrambi requisiti solitamente richiesti dal mercato europeo. Aggiungendo la flessibilità che da sempre ci contraddistingue siamo riusciti a introdurci in strutture ramificate in tutto il Medioriente con quantitativi sempre più importanti. Un ultimo aspetto che ci tengo a sottolineare è quello della trasparenza: non abbiamo mai nascosto la provenienza del materiale ma, al contrario abbiamo puntato a valorizzare il nome del produttore. Questo ci ha sicuramente premiati perché siamo visti come partner affidabili”. Per quanto riguarda le travi lamellari il Sud Italia rappresenta ancora oggi un importante mercato per la distribuzione del materiale in qualità Industriale. “Il Meridione è da sempre legato al lamellare di qualità inferiore – spiega Enzo Micali – però negli ultimi anni si sta lentamente facendo strada la necessità di utilizzare un materiale più estetico. Ciò è dovuto essenzialmente al fatto che le ristrutturazioni sono molto spesso legate a sottotetti abitabili dove un legno più bello ha indubbiamente un altro appeal. Ma la strada è ancora lunga…”. “Aggiungerei che nel sud Italia l'utilizzatore sta cambiando – interviene Francesco Massimo Micali – Fino a pochi anni fa era essenzialmente un commerciante che non effettuava lavorazioni, oggi, invece, chi compra è anche utilizzatore e in quanto tale deve avere un bel prodotto perché nel momento in cui lo vende diventa un “suo” prodotto. Sono convinto che nel giro di qualche anno la qualità a vista guadagnerà significative quote di mercato anche da noi”. “Mercato che sta cambiando in tutta Europa”, aggiunge Enzo Micali. “Sono certo che sia iniziata una nuova era, il gigantismo di qualche anno fa è stato abbandonato perché non ha portato da nessuna parte. La crisi in atto impone sicuramente delle concentrazioni, ma strutturate in maniera completamente differente rispetto a oggi. Il legno, inoltre, se vorrà avere maggiore valore in termini di prezzo dovrà assolutamente trovare un equilibrio costante e duraturo tra disponibilità e domanda. Mi auguro quindi che i grandi gruppi che oggi dominano la scena studino come sarà il mondo nel futuro, affinché regolino il flusso della produzione. Oggi, infatti, il mercato del legname soffre da un lato la tendenza rialzista della materia prima e dall'alto un settore che paga dei prezzi non remunerativi”. “Secondo me gli aspetti sono due – aggiunge Francesco Massimo Micali – da una parte il mercato italiano, fino a oggi dettato dal credito, che all'estero si scontra con tempi di pagamento molto più brevi dei nostri. Cresce il numero dei produttori che si disinnamorano dell'Italia a causa dell'elevato rischio finanziario. La soluzione è incominciare ad avere tempi di pagamento più brevi, un passo difficile ma obbligato. Altra importante evoluzione da sottolineare è la continua tendenza dei produttori a orientarsi con convinzione verso prodotti sempre più ingegnerizzati/remunerativi rispetto alla tradizionale produzione di segati. Tra le criticità del mercato italiano aggiungo infine i costi di trasporto sempre più pesanti da sostenere per le aziende attive nelle regioni del Sud Italia. Le faccio un esempio: spedire un autotreno dall'Austria al Sud Italia costa circa 2.500 euro, mentre spedire lo stesso carico in India con un container ne costa solo 1.400 euro”.
Legnoservice: dall'Italia al resto del mondo Legnoservice nasce nel 1981 come evoluzione dell'azienda individuale Enzo Micali fondata nel 1968 e si occupa esclusivamente di intermediazione professionale, rappresentando alcuni tra i più grandi gruppi, per un totale di 220.000 metri cubi annui di materiale. Presidente è Enzo Micali, amministratore delegato è Francesco Massimo Micali. Nel 1993 è attiva la Emco, una società di Timber Trading che dal 2008 ha iniziato a esportare versoi i Paesi del Levante. L'amministratore unico di Emco è Rosa Micali.
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CONIFERE
Italia-Austria: previsioni di stabilità per il mercato del legname
di Andrea Brega Mercoledì 19 settembre 2011
Fare chiarezza nel mercato del legname in questo periodo sicuramente non è semplice, ma il Comitato Misto Italo-Austriaco ha cercato, perlomeno, di vedere gli aspetti positivi di una congiuntura ancora difficile da interpretare. Un tentativo difficile, sicuramente, ma che è servito a infondere un certo ottimismo tra le aziende italiane che, dopo la pausa estiva, si sono trovate alle prese con un mercato ancora in difficoltà economica e finanziaria. Questo, in estrema sintesi, il tema centrale della giornata austriaca che, come di consueto, ha riunito relatori di alto livello e operatori del legno dei due Paesi. Prima a prendere parola è stata la viceconsole commerciale austriaco a Milano, Ortrun Schandl, che ha descritto la situazione economica in Italia e l'andamento delle esportazioni austriache (da segnalare che il legno è il primo prodotto esportato in Italia). Tra i punti a favore dell'Italia, ha ricordato la signora Schandl, il basso livello di indebitamento delle famiglie italiane e un Nord che è ancora una delle realtà economiche più solide nel panorama internazionale. Tra le criticità è stata invece sottolineata l'instabilità politica, una manovra finanziaria che non stimolerà l'economia e l'eccessiva burocrazia. Entrando nel merito della discussione, Christoph Kulterer, presidente dell'industria delle segherie austriache, ha salutato con soddisfazione la massiccia presenza di operatori di entrambi i Paesi, che rappresenta una conferma della scelta di spostare l'incontro a metà settembre, ma soprattutto la volontà degli operatori di trovare risposte comuni a una situazione economica ancora difficile. “Nei primi sei mesi del 2011 – ha detto Kulterer – le importazioni di tronchi sono calate del 14% (in particolare dalla Germania), ma allo stesso tempo abbiamo aumentato la produzione di segati di circa il 10 per cento rispetto al 2010. Per quanto riguarda l'approvvigionamento del tondame, fino a oggi è stato sicuramente migliore rispetto agli anni precedenti anche se, da fine luglio, si sta registrando un calo e si segnala l'assenza di legname tarlato”. Per quanto riguarda la produzione Kulterer è stato chiaro: “Attualmente non si registrano giacenze di magazzino, tant'è che abbiamo raggiunto un livello molto basso (pari all'anno passato), ma nell'insieme la situazione è meno positiva di maggio pur facendo segnare ancora un segno positivo (+3,3%). Per quanto riguarda i mercati esteri in Italia le vendite in Italia sono aumentate del 3,4%, la Germania ha fatto registrare una sostanziale stabilità, mentre il Giappone ha visto un crescita del 20%. Nonostante i problemi in Libia, nei Paesi del Levante abbiamo perso solo il 5%”. Interessanti i dati sul legno lamellare: “Nei primi sei mesi dell'anno è stato raggiunto un significativo +10%, con l'Italia (che acquista il 51,4% del totale) ferma a una crescita dell'1% anche se numerose aziende interpellate hanno evidenziato che le vendite sono state sicuramente superiori ai dati ufficiali”. Chiudendo il suo intervento Kulterer ha tranquillizzato gli italiani sulla disponibilità di materia prima: “In autunno la disponibilità di tronchi sarà inferiore rispetto agli ultimi mesi e ciò porterà le segherie a ridurre la produzione, garantendo equilibrio sul mercato dei segati”. Per gli italiani è intervenuto Roberto Tengg il quale ha ricordato che “La manovra finanziaria di recente approvazione non porterà alcun beneficio alla crescita del Paese”. Nel settore delle costruzioni, inoltre, permane la situazione di crisi, con il terzo anno consecutivo di calo (-6,4%) e previsioni per il 2011 e 2012 ancora negative (-4% e -3,2%). Dal 2008 al 2011 il saldo è fortemente negativo: -29 miliardi di euro di investimenti, 290mila posti di lavoro persi, -35 per cento di investimenti in quattro anni nelle nuove abitazioni. “L'unico comparto che si salva ancora – ha aggiunto Tengg – è quello della ristrutturazione, con una crescita dello 0,4% negli ultimi quattro anni”. Nel macro settore legno-arredo i dati dei primi sei mesi sono positivi (+1,9%), ma ciò è dovuto essenzialmente delle esportazioni di mobili che hanno fatto registrare una crescita dell'8%. “Per quanto riguarda il settore legno-edilizia – ha aggiunto Tengg – nel primo semestre del 2011 si evidenzia un incremento dello 0,5%, con un calo degli acquisti dai Paesi Ue dello 0,9% da una parte e una crescita del 14,1% dai Paesi extra-Ue grazie, soprattutto, ai forti incrementi degli acquisti dall'Ucraina (+35,5%, 110.262 mc) che è divenuta il terzo maggiore fornitore dopo Austria e Germania”. In crescita anche Russia (+21,2%, 70.367 mc) e Bosnia (+362%, 17.305 mc). Buoni i risultati per i tronchi di conifere: 770.889 mc totali (+11,7%) e la Francia primo fornitore con 260.574 metri cubi. Se osserviamo l'andamento dell'export delle travi lamellari salta immediatamente all'occhio il crollo della Germania (-70% rispetto a giugno 2010), mentre l'Austria segna un ottimo +31,3%. “Le vendite verso l'Italia però – ha ricordato Tengg – si sono attestate su un +2,5% a fine giugno ma, probabilmente, quando avremo i dati di luglio sarà da registrare un dato negativo”. Al termine del suo intervento Tengg ha rivolto un appello ai partner austriaci: “Per i prossimi mesi, in considerazione della grande incertezza economica e politica, non possiamo che invitarvi alla massima prudenza, evitando eccessi di produzione che provocherebbero ribassi dei vostri prodotti, già penalizzati dall'elevato costo della materia prima tronco. La mancanza di tronchi austriaci, infatti, per noi non è un fatto negativo”. La risposta di Kulterer non si è fatta attendere e ha tranquillizzato gli italiani presenti: “Per quanto riguarda il tondame, cercheremo sicuramente di sfruttare al meglio gli altri mercati”. Che i prossimi mesi saranno sostanzialmente stabili si è detto convinto anche Alfred Jechart, presidente della Associazione Europea delle Segherie, secondo il quale: “In Europa, i costi delle materie prime non dovrebbero subire variazioni fino a fine anno mentre, per quanto riguarda la produzione, si può prevedere un lieve aumento fino a un massimo del 5%”.
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