HOME / ASSOCIAZIONI / APIL / BLOG
   
Nome utente   Password  
Cerca
BLOG
UNO SPAZIO PER DIRE LA TUA!

Il BLOG nasce per creare un luogo dove poter stare virtualmente insieme e dove esprimere liberamente la propria opinione. Un modo per tenere traccia dei nostri pensieri e condividere, in tempo reale, esperienze, idee e riflessioni.
Ci piace pensare che possa diventare, grazie al vostro contributo, uno strumento di divulgazione e un punto di riferimento per tutti quelli che desiderano approfondire le conoscenze nel campo della luce.

Per poter lasciare i vostri commenti ai post del BLOG è necessario essere registrati.
Effettua il login con il tuo Nome utente e Password.

Se non sei ancora registrato, clicca qui
APIL
Il progetto della luce
La luce deve essere progettata, e deve essere progettata con attenzione. Il progetto della luce è uno dei fattori che maggiormente concorre alla riuscita di un’opera, e deve perciò essere oggetto della stessa attenzione e della stessa competenza e professionalità che caratterizzano le altre componenti di un progetto. Il progetto della luce è un processo che coinvolge temi la cui importanza è universalmente riconosciuta e progressivamente crescente. La luce ha a che fare con l’ambiente: una parte considerevole della energia consumata in un edificio è utilizzata per la luce artificiale. Una attenta progettazione della luce contribuisce a quella ottimizzazione energetica ormai universalmente perseguita come uno degli obiettivi prioritari per questo millennio. La luce ha a che fare con la sicurezza: negli ambienti di lavoro, nelle scuole, nelle strade e nelle piazze, una luce adeguata limita il rischio di incidenti, scoraggia atteggiamenti illeciti, crea un ambiente sicuro e lo fa percepire come tale. La luce ha a che fare con la salute: la vita di ciascuno di noi si svolge per una gran parte in un numero limitato di ambienti, alla illuminazione dei quali siamo esposti per un gran numero di ore. Una luce non appropriata può portare, col tempo, a serie conseguenze sulle funzioni visive, specialmente nella popolazione più giovane. La luce ha a che fare con l’arte, con la cultura e con la bellezza. L’enorme patrimonio artistico che noi italiani abbiamo il privilegio e la responsabilità di custodire, ha bisogno di luce per essere goduto. Ma una luce sbagliata può irrimediabilmente danneggiare in poco tempo quello che ci è stato tramandato da secoli di storia. La luce ha a che fare, in definitiva, con la qualità della vita di noi tutti. Certo, se alla fine un edificio è illuminato, qualcuno avrà pure valutato, scelto, acquistato, installato, le apparecchiature che di quella luce sono all’origine. Ma non necessariamente questo significa che quell’impianto sia stato davvero “progettato”. Il punto è che, attualmente, tutte queste attività sono svolte spesso in modo frammentario e disarticolato. Chi decide, spesso lo fa senza una visione globale, ma concentrando l’attenzione solo su uno degli aspetti del problema, con un’ottica di corto respiro. Le dinamiche di gestione del progetto poi, fanno sì che quelle decisioni, spesso già in partenza viziate da poca lungimiranza, vengano nel corso del progetto manipolate, modificate, travisate, completamente stravolte. Numerosi attori intervengono nel processo, spesso con atteggiamento assai aggressivo. Le logiche di mercato prendono il sopravvento, in una polverizzazione di responsabilità che produce, come risultato, un progetto orfano, del quale non si sa più chi sia l’autore. Come se ne esce? L’ APIL propone di uscirne istituendo l’obbligatorietà del progetto della luce e del suo collaudo. “Obbligo” è una parola sgradevole: implica l’essere costretti a far qualcosa di cui si farebbe volentieri a meno. E tuttavia, è una parola necessaria. Un obbligo esiste se una autorità lo ha sancito per l’interesse comune. Già molte fasi del processo di progettazione sono soggette ad obbligo: la prevenzione degli incendi, la sicurezza dei cantieri, gli impianti tecnologici. Perché non dovrebbe essere così anche per la luce? Il progettista che sia dotato della dovuta competenza, con la propria firma si assume ogni responsabilità sullo sviluppo e la riuscita del progetto della luce. E il collaudatore, per parte sua, ne accerta l’esecuzione a regola d’arte. Tutti gli altri attori (aziende, promotori, distributori) potranno ancora intervenire nel processo di progettazione, ma solo come comparse, non più come protagonisti; solo come supporto al progettista che resta l’unico responsabile dell’intero processo. Certo, continueranno ad esserci progetti buoni e progetti meno buoni; ma almeno, sapremo con chi congratularci in un caso e chi biasimare nell’altro. E, alla lunga, questo porterà ad una maggiore consapevolezza e sensibilità dei progettisti, con l’inevitabile risultato di una maggiore e più diffusa qualità dei progetti Per cominciare, la prescrizione dovrebbe prevedere solo pochi punti fondamentali: una categoria di progetti limitata (ambienti di lavoro, scuole, beni artistici vincolati….); requisiti prestazionali; parametri energetici; rispetto delle norme esistenti. Le competenze ci sono: esiste già, in Italia, una categoria di professionisti specializzata nella progettazione della luce. Oggi lavora nell’ombra, quasi in clandestinità, e ritaglia come può il proprio spazio presso la committenza più avveduta. Domani, potrà ampliarsi con pienezza, come succede già da tanti anni in tutti i paesi più avanzati. L’APIL intende preparare una proposta di legge al riguardo. Parliamone. Se siete interessati alla cosa, dite la vostra su questo blog...
2009-03-17 17:24:24
Massimo Iarussi
Pagine
 Copyright Federlegno-Arredo - C.F. 97228150153 - Tel. 39.02806041 Fax 39.0280604392 - web@federlegno.it - Disclaimer - Informativa Privacy