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Relazione sull'occupazione in Europa 2009

La Commissione Europea, ha presentato, lo scorso 23 novembre 2009, la “Relazione sull'occupazione in Europa 2009” documento attraverso il quale, la Commissione strutturerà la Relazione comune sull'occupazione (JER), la cui pubblicazione è prevista per il prossimo 9 dicembre.  

Il documento, Relazione sull'Occupazione 2009, sottolinea come l'attuale crisi abbia duramente colpito i mercati del lavoro drasticamente rallentando la crescita occupazionale che interessava l'Europa dal 2000.

In particolare, il documento evidenzia i seguenti aspetti.

    i giovani, i lavoratori meno qualificati e quelli con contratto temporaneo sono stati i più colpiti dalla contrazione dell'occupazione.
    l'occupazione nell'UE si è ridotta di più di 4 milioni di posti di lavoro a partire dall'inizio della crisi, nonostante soluzioni quali l'orario di lavoro ridotto, abbiano tuttavia avuto un effetto palliativo.

La relazione , inoltre, esamina nel dettaglio gli effetti di quelli che saranno due elementi chiave della futura politica UE relativa al mercato del lavoro:

    Rafforzamento del dinamismo; la Commissione riconosce infatti che negli ultimi anni i mercati del lavoro europei hanno sperimentato un notevole dinamismo, circa il 22% dei Tuttavia non tutti i lavoratori però hanno beneficiato in pari misura di questa tendenza positiva; anche se il numero dei disoccupati di lunga durata è calato a partire dagli anni '90 la problematica è rimasta comunque seria; servono quindi politiche volte a incoraggiare i lavoratori nelle transizioni verso l'occupazione, in linea con il principio di flessicurezza.
    Implicazioni del cambiamento climatico sull'occupazione. In particolare il cambiamento climatico e le misure politiche ad esso legate avranno quindi un grande impatto sulla futura domanda di lavoratori altamente qualificati; nuove competenze saranno infatti richieste da un'economia a basse emissioni di carbonio, mentre le nuove tecnologie permetteranno ai lavoratori meno qualificati di trovare una comunque una nuova collocazione lavorativa a condizione che i datori di lavoro si impegnino a garantire una formazione adeguata. In Europa serviranno quindi politiche che si focalizzino sulle qualifiche, agevolino la transizione verso nuovi posti di lavoro e limitino le carenze e gli squilibri nella disponibilità di qualifiche.

 

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