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Presentato il quadro finanziario pluriennale dell'Ue 2014-2020

La Commissione europea ha adottato, il 29 giugno, il pacchetto di proposte relativo al quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea per il periodo 2014-2020. In totale, per i sette anni, si prevede un bilancio di 1.025 miliardi di euro in impegni e di 972,2 miliardi di euro in pagamenti, pari rispettivamente all'1,05% e all'1% del Pil complessivo dei 27 Stati membri. Numeri che significano un aumento del bilancio dell'Ue pari al 5,04% rispetto al periodo 2007-2013.

Il nuovo quadro finanziario pluriennale, presentato dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e dal commissario europeo alla programmazione finanziaria e al bilancio Janusz Lewandowski, è stato definito "ambizioso ma realistico", e risulta essere costruito lungo tre assi: 1) una maggiore autonomia nel finanziamento dell'Ue rispetto agli Stati membri, con un sensibile potenziamento delle cosiddette “risorse proprie”, prevedendo una nuova tassa europea sulle transazioni finanziarie, detta anche “Tobin Tax” e una nuova imposta sul valore aggiunto standardizzata. Due provvedimenti che incontrano già l'ostilità di molti; 2) una maggiore certezza finanziaria, con la dislocazione fuori bilancio di una riserva di 58,3 miliardi di euro per alcune voci di spesa sottoposte a evoluzioni imprevedibili; 3) maggiore trasparenza, con la fine dei complicati sistemi di compensazione.

Sul fronte degli investimenti, fra le innovazioni più importanti, la Commissione propone di creare un nuovo fondo da 40 miliardi di euro, chiamato “Connection Europe Facility”, per la costruzione di infrastrutture nei settori dell'energia, dei trasporti e dell'Information technology. Tra gli altri, potranno continuare ad essere sostenuti progetti strategici per l'Italia e per l'Ue, quali la Torino-Lione, l'asse Palermo-Berlino, il completamento e la modernizzazione delle reti elettriche e per il gas ed il progetto di navigazione satellitare Galileo. Per finanziare questi progetti saranno inoltre lanciati i cosiddetti "project bonds" europei e sarà possibile accedere anche a 10 miliardi di euro dei Fondi di Coesione.

Quanto alla politica di coesione, le ingenti somme ad essa destinata ammontano a 376 miliardi di euro per l'intero periodo, pari al 35% del bilancio totale e saranno, a detta della Commissione, strettamente collegate agli obiettivi della strategia "Europa 2020". In questo contesto viene proposta l'introduzione di una nuova categoria di "regioni di transizione" che in Italia comprenderebbe l'Abruzzo, il Molise, la Sardegna e la Basilicata. Inoltre, la previsione di nuove norme di condizionalità dovrebbe servire ad assicurare che i finanziamenti europei si concentrino sui risultati e creino un forte incentivo per gli Stati membri a garantire l'effettiva realizzazione degli obiettivi europei della strategia “Europa 2020”. Contratti di partnership potranno essere conclusi con ciascuno Stato per garantire il rafforzamento reciproco dei finanziamenti nazionali e comunitari.

Per rafforzare i programmi di educazione e formazione professionale, la Commissione propone poi la creazione di un programma integrato da 15,2 miliardi.

Per quanto riguarda le imprese – specie quelle medio piccole – la proposta raddoppia i fondi portandoli a 2,4 miliardi di euro per venture capital e accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese che vogliono internazionalizzarsi e puntare sulla qualità. Questi fondi, utilizzati in parte come garanzie per prestiti erogati dalla Banca europea degli investimenti (BEI), potranno fare da leva per decine di miliardi di euro, sostiene il vicepresidente della Commissione europea con delega all'industria Antonio Tajani.

La proposta della Commissione prevede, inoltre, un notevole aumento degli investimenti in ricerca e innovazione - da 54 a 80 miliardi di euro - per rilanciare la competitività nell'Ue.  A tal proposito, la Commissione intende rendere più accessibili i fondi in R&I per le Pmi e spingere settori chiave quali le tecnologie abilitanti fondamentali o la green economy, anche attraverso lo sviluppo di progetti dimostrativi che favoriscano sbocchi produttivi e commerciali nell'Ue.

Gli stanziamenti per la Politica agricola comune (Pac) sono stati, invece, congelati ai livelli del 2013 con 371,72 miliardi di euro, di cui il 30% sarà condizionato ad attività ecocompatibili o alla realizzazione di progetti a tutela dell'ambiente e del paesaggio rurale.

Altro obiettivo che la Commissione si pone: costruire un'Europa più sicura per migliorare l'ambiente e proteggere il clima. La Commissione propone quindi di integrare questi obiettivi in tutte le sue azioni, e intende aumentare di almeno il 20% la percentuale per le spese legate al clima, con il contributo di diversi settori d'intervento attraverso prove di valutazione d'impatto.

Quanto alle politiche in materia di giustizia e Affari interni, la Commissione propone di stanziare 4,1 miliardi di euro per la lotta al crimine e al terrorismo, e 3,4 miliardi di euro alle politiche sulle migrazioni e l'asilo.

Relazioni esterne: il bilancio è stato aumentato a 70,2 miliardi di euro, con 16 miliardi per le politiche di vicinato (compreso il nuovo partenariato con le democrazie nascenti a seguito della 'Primavera araba') e 20,6 miliardi per lo sviluppo e la cooperazione con i paesi più poveri.

La spesa per l'apparato amministrativo del'Ue, infine, sarà congelata al livello attuale, pari al 5,7% del totale del bilancio. Allo stesso tempo, la riforma del personale del 2004, che ha già consentito risparmi per 3 miliardi, dovrebbe portarne altri cinque entro il 2020.

Questo il pacchetto di proposte presentato dalla Commissione:

Comunicazione della Commissione sul quadro finanziario pluriennale (parte I)

Comunicazione della Commissione sul quadro finanziario pluriennale (parte II)

Proposta di regolamento per il quadro finanziario pluriennale

Proposta di decisione sulle risorse proprie

Proposta di accordo interistituzionale su questioni di bilancio e gestione accurata delle risorse finanziarie

Proposta di regolamento di esecuzione sulle risorse proprie

Si apre ora la difficile fase di negoziazione tra Parlamento europeo e Consiglio, i quali, anche sulla base delle proposte finanziare che per ciascun settore la Commissione presenterà nei prossimi mesi, dovranno trovare un accordo entro la fine del 2012.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito della Commissione europea dedicato al nuovo quadro finanziario pluriennale per il 2014-2020: http://ec.europa.eu/budget/index_en.cfm e all'intervento del vicepresidente della Commissione europea con delega all'Industria Antonio Tajani del 30 giugno 2011 (“Dall'Europa soldi e priorità per crescere”, La Stampa)
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