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21.05.2012 - Sintesi incontro con Gerardo Iamunno e Andrea Margaritelli
21.05.2012 - Il tessuto imprenditoriale è uno dei tesori del nostro Paese
A colloquio con Andrea Margaritelli e Gerardo Iamunno

Milano, 21 maggio 2012 - di Andrea Brega

Un cielo blu cobalto e un intenso e inebriante profumo di pini e lecci ci hanno accolti percorrendo la strada sterrata che dalla statale porta a Villa Spinola, dimora tardoseicentesca umbra appartenuta nel secolo XVIII al legato papale cardinale Ugo Pietro Spinola e oggi sede della Fondazione Guglielmo Giordano.

Ed è in questa splendida cornice che ha avuto luogo la quinta tappa delle “Conversazioni imprenditoriali” che ha visto protagonisti due imprenditori di successo con alle spalle storie differenti, ma entrambe rappresentative della creatività imprenditoriale italiana: Andrea Margaritelli, responsabile marketing Gruppo Margaritelli, e Gerardo Iamunno, amministratore unico della Gran Tour.

“L'azienda è nata con mio nonno che aveva un'impresa specializzata nella produzione di carbone da legna – spiega Andrea Margaritelli – un'attività molto diffusa agli inizi del Novecento che rappresentava una parte importante dell'economia. I profondi mutamenti socio-economici del dopoguerra hanno visto un cambio di attività che succesivamente ha portato mio padre a specializzarsi nella produzione di traverse ferroviarie. Specializzazione che ci ha portati ad acquisire un'azienda in Francia per poter essere presenti direttamente dove si trovava la materia prima necessaria per produrre le traverse (la capacità produttiva dell'impianto era di 60.000 mc annui). Dopo il graduale abbandono delle traverse in legno da parte delle ferrovie per quelle in cemento armato abbiamo convertito la nostra produzione e attualmente siamo leader in Italia nella produzione di traverse in c.a.
Ma a questo grande cambiamento ne è seguito uno ancora più importante – il passaggio alle pavimentazioni in legno – che ha visto un incontro eccezionale, quello con il professor Guglielmo Giordano.
La collaborazione tra mondo universitario e mondo imprenditoriale ha portato alla nascita del Listone Giordano, un prodotto progettato (e brevettato) per superare i limiti che ne condizionavano le vendite. Ma anche qui voglio precisare che l'incontro con il professor Giordano avvenne per le traverse ferroviarie (settore dove la collaborazione ha portato a tre brevetti industriali), solo successivamente siamo arrivati al parquet.
È stata, e qui mi ripeto, una bellissima esperienza di collaborazione tra industria e università, il cui funzionamento dipende dalle persone e solo queste possono renderla sterile o fertilissima. Nel nostro caso abbiamo trovato una sintonia totale che ha fatto nascere un brevetto che riguarda lo strato inferiore del prodotto, quindi un aspetto non immediatamente visibile dal consumatore finale, ma che rappresenta una grande innovazione che ha portato alla nascita di un prodotto eccezionale che, negli anni, è diventato un vero concept di vendita coinvolgendo l'intera rete distributiva”.
Di diverso genere, ma altrettanto affascinante la storia di Gerardo Iamunno che ha fondato la Gran Tour dopo un'esperienza manageriale di primo piano: “Alla fine degli studi ho iniziato a lavorare per una multinazionale con ottimi risultati tant'è che quando ho deciso di mettermi in proprio hanno fatto di tutto per trattenermi. Ma la strada era tracciata; sono entrato nell'azienda di mio padre (un piccolo artigiano del vetro) e ho iniziato a produrre mobili da bagno e lavabi in vetro. Il salto è avvenuto quando ho spostato l'attività a Frosinone e abbiamo iniziato a produrre lavabi in vetro e alluminio. E' stata una grande soddisfazione che ci ha permesso di conquistare importanti quote di mercato sul mercato italiano dove siamo presenti in maniera capillare”. Ma la vitalità della Gran Tour non si esaurisce qui: “Il prossimo passo su cui ci stiamo concentrando – aggiunge Iamunno – è l'ingresso sui mercato stranieri dove stiamo investendo importanti risorse”.
Cambiare per continuare a crescere anche nei momenti congiunturali più difficili è quindi un elemento comune alle aziende italiane del settore legno-arredo, come ha confermato Andrea Margaritelli: “Quando è iniziata la crisi eravamo in una fase di forti investimenti e di espansione aziendale, ma questo invece di scoraggiarci ci ha spronati a reagire e a trovare una soluzione. Nella prima fase della crisi abbiamo visto un forte cedimento dei mercati esteri extra Ue e un'Europa in buone condizioni, la seconda invece ha visto il blocco del mercato europeo e una ripresa dei mercati extra Ue con la ripartenza delle grandi commesse. Per superare questi momenti è stato innanzitutto necessario essere in grado di intercettare modelli nuovi di consumo perché i prodotti sono cambiati in quanto è mutato il consumo (non dimentichiamoci che il calo del potere di acquisto ha aperto nuovi segmenti di mercato). Un secondo aspetto è quello del design a 360 gradi che ci ha permesso di innovare tantissimo rispetto al passato. Ciò non fa che confermare che i momenti di cambiamento sono quelli che portano le principali innovazioni di prodotto”.
“Sono d'accordo
– aggiunge Iamunno - Oggi dobbiamo essere in grado di capire velocemente i cambiamenti del mercato e, soprattutto, bisogna essere rapidi a trovare nuove strade. L'imprenditore deve sempre credere di poter diventare grande, di crescere. Per fare ciò deve uscire dagli schemi senza farsi influenzare dal clima negativo che gli sta intorno. Non dimentichiamoci che il mercato odierno cambia in pochi mesi e non più in anni come una volta”.
Ma fare impresa in momenti difficili come questo serve anche grande comunione d'intenti e armonia, soprattutto se si tratta di aziende famigliari come è stato sottolineato in una domanda del pubblico. “Certamente – ha confermato Margaritelli – e la nostra storia lo conferma. Sin dalle origini in azienda abbiamo sempre avuto due generazioni attive all'interno e, come in passato, anche adesso rappresentano un felice connubio tra le radici solidamente radicate nel terreno e le parti più fresche, più aeree e ricche di energia nuova”.
Un'unione d'intenti che può anche essere allargata a imprese diverse come nel caso delle reti d'impresa che, secondo Andrea Margaritelli: “Possono funzionare se partono dal basso e se ci si conosce di persona tra imprenditori. Solo così, a volte, può scoccare la scintilla che porta a una collaborazione vincente”.
“Andrea ha colto perfettamente tutto il processo
– ha concluso Iamunno – Se nelle nostre aziende, dove vige un forte personalismo, prevale la logica della collaborazione con chi condivide gli stessi lavori, allora si riusciranno a vincere le sfide più difficili. Ma deve essere un processo naturale e non artificiale come, purtroppo, è capitato e tuttora capita”.
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