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27.03.2012 - Sintesi incontro con Stefan Rubner e Gaetano Rasom
Passione e rispetto per vincere le sfide del mercato
A colloquio con Stefan Rubner e Gateano Rasom

Milano, 26 marzo 2012 - di Andrea Brega

“La sapienza è figliola della sperienza.
Fuggi i precetti di quelli speculatori, che le ragioni non son confermate dalla esperienza”.

In questa breve frase contenuta nell'opera “L'uomo e la Natura”, Leonardo da Vinci conferma di non accontentarsi di osservare i fenomeni ma cerca di riprodurli artificialmente con l'esperienza che ne fa variare le condizioni e di scoprire i loro rapporti e applicare a essi la misura. Questo, in sintesi, potrebbe essere il senso di quanto emerso durante le recenti “Conversazioni Imprenditoriali” che hanno avuto luogo presso la Rubner di Chienes e che hanno visto la partecipazione di Stefan Rubner e Gaetano Rasom.
La chiacchierata, moderata come sempre da Pietro Bazzoni di Officine Italiane Innovazione, ha dunque rappresentato un momento di intenso scambio di vedute tra due imprenditori che, pur con differenze sostanziali, stanno facendo la storia del settore delle costruzioni in legno nel nostro Paese. Due storie sicuramente differenti, ma che vedono sempre l'esperienza alla base dei rispettivi successi.
“Quando ho iniziato a occuparmi della holding – sottolinea Stefan Rubner – mi sono trovato di fronte a un bivio: dovevamo semplicemente amministrare quello che i nonni e gli zii avevano costruito in tanti anni oppure c'era lo spazio per continuare a fare gli imprenditori e crescere ancora? Abbiamo scelto la seconda opzione e anche se a volte gli obiettivi che ci poniamo potrebbero sembrare lontani sappiamo sempre dove andare. Una consapevolezza che ci ha permesso di raggiungere obiettivi ambiziosi, di avere oltre 1.500 collaboratori tra Italia, Austria e Germania e di essere presenti su tutti i mercati Europei e del Nordafrica. Tra i punti di forza del Gruppo Rubner evidenzierei che circa la metà dei nostri collaboratori vivono in Alto Adige; è un valore aggiunto perché sono certo che i valori e la cultura del nostro territorio aggiungono valore a ciò che realizziamo”.
“Trovare stimoli in una realtà consolidata e con già una storia alle spalle non è stato sicuramente facile
– spiega Gaetano Rasom – ma quando, dopo aver perso mio padre molto giovane, ho preso in mano l'azienda di famiglia ho capito che una storia per essere di successo deve saper unire tradizione e innovazione. Ecco allora che la “passione” e il “rispetto verso il prossimo” che sono alla base della cultura delle nostre valli si sono unite alla voglia di innovare e di creare qualcosa di nuovo. Per fare ciò non nascondo che abbiamo seguito alcune “guide”, tra cui la stessa Rubner, che ci hanno permesso di capire che c'era un nuovo mercato da esplorare e che nel tempo ci ha premiati”.
Si sa però che l'esplorazione nella storia del genere umano può nascere dalla volontà di superare dei limiti (umani o fisici), o dal mutare delle condizioni di un territorio che costringono chi ci vive e o lavora a fare delle scelte per il bene della comunità. Scelte difficili, ma che portano a ulteriori successi, come nel caso della Nordpan un impianto per la produzione di pannelli truciolari che è stato convertito nella produzione di pannelli in legno massello per eliminare i fumi derivanti dalla lavorazione precedente. "La valle stava diventando sempre più turistica - spiega Rubner - e noi abbiamo deciso di dare il nostro contributo in questo modo. Oggi siamo più che soddisfatti della scelta effettuata oltre trent'anni fa, tant'è che la Nordpan è leader in Europa, ha un grado di innovazione altissimo (L'anno scorso ha vinto il premio Innovazione Alto Adige) e possiede una squadra affiatata e radicata nel territorio”.
“Il radicamento con il territorio – aggiunge Rasom – è fondamentale per operare con successo; i collaboratori dell'azienda (un centinaio) sono prevalentemente locali e se arrivano da altre zone voglio che comunque vivano in Val di Fassa; devono respirarne l'aria e capirne la cultura… Grazie a questo affiatamento riusciamo a creare un prodotto molto apprezzato in Italia da una clientela medio-alta”.
Mercato in crescita anche per la Rubner che, spiega Stefan: “sta spingendo verso nuovi Paesi con sempre maggior convinzione, ma crede fortemente nel mercato interno dove grazie ai forti investimenti stiamo continuando a crescere”.
“Sono d'accordo
– aggiunge Rasom – vedo un futuro roseo per le case di legno con intere praterie da percorrere. Quando ho iniziato non avrei creduto che il settore sarebbe cresciuto così tanto, ma oggi sono veramente ottimista”.
“Personalmente – continua Rubner – credo che il successo delle costruzioni in legno sia da legare alla crisi che ha colpito il settore edile. Chi oggi decide di investire in nuove abitazione vuole qualcosa di nuovo e il legno è uno dei pochi materiali che consente di offrirlo. Oggi credo più che mai nella crescita del nostro settore”.

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